Mercoledì, 27 Ottobre 2021
De bello padano

De Bello Padano, giorno 8: un patriota modenese incita alla protesta

Claudio Maria Goldoni, patriota e autore dell'"Atlante Estense", ha esortato la popolazione a ribellarsi contro l'eventuale istituzione della provincia di "Reggio Emilia e Modena". In migliaia sono scesi in strada per protestare

Un vero guerriero geminiano sa combattere sia di penna che di spada. Un esempio? Il dottissimo Claudio Maria Goldoni, cittadino modenese e autore del volume "Atlante Estense": grazie a una lunga epistola pubblicata ieri sugli organi di propaganda governativi, Goldoni ha animato i cuori di migliaia di modenesi che sono scesi in strada protestando e mostrando con orgoglio icone sacre di San Geminiano e immagini del Duca Francesco I D'Este: "Non esiste nessuna provincia di Reggio e Modena - hanno urlato a squarciagola in largo Garibaldi i manifestanti - Esiste solo quella di Modena e Reggio". La contestazione anti-reggiana, che ha visto la distruzione di diversi oggetti di forma cubica quali dadi da gioco, cubi di post-it, zollette di zucchero e cubetti di ghiaccio, è stata debitamente tenuta sotto controllo dalle forze dell'ordine municipali, ovvero gli operatori di Modena Parcheggi.

Ma cosa affermava la lettera a firma del patriota modenese? La missiva, scritta a mano su un rotolo di papiro mirandolese e consegnata nelle redazioni da un messaggero a cavallo, riportava pedissequamente i fatti su cui si fonda la superiorità morale e storica delle genti poste tra il Secchia e il Panaro: "Modena e Reggio incominciarono ad essere unite, sotto la bandiera dello Stato Estense, fin dal 1289. E continuarono ad esserlo per ben 450 anni, fino all'Unità d'Italia. E va ricordato che in questo periodo l'attuale città del Tricolore portava il nome di Reggio di Lombardia, o Reggio di Modena, per distinguerla dall'omonima città calabrese". A sostegno di questa  tesi giunge anche un rapporto redatto nel 1852 dal matematico Giovanni Antonelli in merito al progetto "Di una strada ferrata da Lucca a Reggio di Modena".

Nella sua epistola, il Goldoni dimostra di sapere padroneggiare la materia con grande maestria. Ricordando come sia inaudito fare seguire il nobile epiteto di Modena a quello di un centro urbano subalterno in ciò che potrebbe essere la nuova provincia, ha invitato la popolazione geminiana a protestare vibratamente: la questione "merita una mobilitazione da parte di tutti - ha esortato Goldoni - Occorre che i modenesi, quelli che hanno a cuore la loro città, la propria vera patri, protestino inviando lettere, mail, cartoline ai nostri amministratori per scongiurare questo autentico misfatto. Sul nome non si può assolutamente transigere! Volete scommettere che la provincia di "Piacenza e Parma" non passerà mai?", ha concluso citando i lombardi di Serie B e i bagoli con difetto di pronuncia sulla "r".

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