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Parola d’ordine: “retrofit” dell’esistente

Una profonda e sostanziale riqualificazione del nostro patrimonio edilizio: è uno dei temi fondamentali dell'edizione 2014 di Future Build, il salone della sostenibilità (dal 13 al 16 febbraio a Parma) che cerca soluzioni

È ormai ampiamente condiviso che la più importante sfida e, al tempo stesso, una delle più grandi opportunità per orientare il settore delle costruzioni verso un comportamento sostenibile sia, oggi, il “retrofit” del patrimonio edilizio esistente.

Se si considera infatti il parco edilizio nazionale, oltre il 60% degli edifici è stato costruito prima dell’entrata in vigore della L. 10/91 e più del 30% è costituito da edifici di tipo pre-industriale (Fonte: ISTAT). I sempre più vicini obiettivi europei della strategia 20-20-20 impongono necessariamente una profonda e sostanziale riqualificazione delle costruzioni esistenti dal punto di vista dell’efficienza energetica attraverso operazioni, tecnologiche e gestionali, atte al conferimento di una nuova (prima inesistente) o superiore (prima inadeguata) qualità prestazionale.

Per il patrimonio edilizio recente, dove la possibilità di raggiungere obiettivi particolarmente performanti si dimostra tecnicamente ed economicamente fattibile, questo tema è già stato affrontato nelle sue molteplici sfaccettature, ma non ha purtroppo ancora raggiunto la standardizzazione necessaria alla sua ampia diffusione nelle pratiche comuni di riqualificazione.

Diversamente, l’approccio energetico alla riqualificazione del patrimonio storico, ambito in cui è difficile intervenire in modo “seriale” a causa delle caratteristiche dei sistemi costruttivi tradizionali e della presenza di espressività linguistiche sempre diverse da preservare, è un ambito in parte inesplorato e che richiede ancora molto studio e sperimentazione per poter superare le logiche di unicità degli interventi.
Il convegno che si terrà a Future Build Expò ha dunque l’obiettivo di fornire una risposta metodologica, tecnica e operativa rispetto al tema del “retrofit” del patrimonio recente e variamente storicizzato, per orientare gli operatori del settore delle costruzioni verso interventi che siano maggiormente incisivi e sistematici.

* Architetto, Ph.D., assegnista di ricerca e docente a contratto di Tecnologia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara. Coordinatore del Comitato Standard “Historic Building” e Vicecoordinatore del Comitato Tecnico Scientifico “Materiali e Risorse” per Green Building Council Italia

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