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Pedalando sulla strada del bike sharing

39 punti di prelievo per 208 bici gialle a disposizione di residenti e non: sono questi i numeri di "C'entro in bici" a Modena. Ma il sistema dei servizi legati alle biciclette in Italia deve ancora svilupparsi molto

Niente da fare per l’Italia. Nonostante la naturale vocazione del Belpaese per le due ruote a pedali, non c’è nessuna città nostrana tra quelle che possono vantare il più alto tasso di penetrazione del sistema di 'bike-sharing'. Parola dell’Institute for transportation and development policy (Itdp) di New York, che ha condotto una ricerca, includendo 400 città di 5 continenti dove si stanno mettendo in pratica sistemi per implementare la condivisione delle biciclette.

 Lo studio - raccolto nella prima guida “The bike share planning guide”, edita dall’Itdp, contenente le best-practices adottate nelle città che offrono questo tipo di servizio ai cittadini – rivela che le 7 città più avanti in questo senso sono Barcellona, Lione, Città del Messico, Montreal, New York, Parigi e Rio de Janeiro.

 Il servizio, racconta lo studio, risolve in particolare il problema dell’ultimo miglio da percorrere senza auto per chi arriva in città in treno o con gli autobus e deve raggiungere il luogo di lavoro. È un servizio rapido, ideale per viaggi brevi e c'è enormemente bisogno nelle città, spiegano gli autori della nuova guida. “Un sistema ideale per migliorare lo stato dell'ambiente e ridurre il numero di miglia percorsi in automobile - spiega Colin Hughes, direttore del National policy and project evaluation dell'Itdp -. Ad esempio i 22.000 membri del car sharing di Washington hanno ridotto il numero di miglia fatti in auto di 4,4 milioni all'anno e molti studi dimostrano che 20 minuti di bicicletta al giorno hanno un impatto significativo sulla salute mentale e fisica”.

A dare la fotografia precisa del dato italiano – decisamente molto migliorabile – è la Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Attualmente in Italia sono attivi circa 130 sistemi di bike sharing con una prevalenza nei Comuni del Nord e del Centro rispetto al Sud. In particolare le regioni in cui si rileva una maggiore presenza del  bike sharing sono: Emilia Romagna (19) – Piemonte (16) – Veneto (15) – Lombardia (13). Seguono Marche, Puglia, Liguria e tutte le altre regioni, escluse Campania, Calabria e Basilicata.

A Modena Il servizio di noleggio delle biciclette comunali è stato attivato nel 2003. È costituito da 39 punti di prelievo, di cui 7 coperti da pensiline, per un totale di 272 biciclette disponibili. L’uso dei mezzi è consentito dalle ore 7.00 alle 24.00 (di notte è interdetto per consentirne la manutenzione). Gli iscritti sono circa 2.500, i prelievi annuali di biciclette sono oltre 70.000. Possono iscriversi i cittadini modenesi, ma anche i non residenti , i turisti e gli “utenti collettivi”, organizzazioni ed enti che acquisiscono le chiavi per offrirle temporaneamente ai propri clienti/utenti. Pagata la cauzione e sottoscritto un contratto d’uso, viene rilasciata la chiave personale e numerata che consente di ritirare la bicicletta dalla rastrelliera.

Il servizio di bike sharing “C’entro in bici”- che è piuttosto ben radicato nelle zone dell’Emilia e del Veneto - a Modena mette a disposizione 208 bici gialle, dislocate in vari punti della città. Come dire, è una buona partenza, ora bisogna pedalare...

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