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Formula 1, Alfa Romeo rientra dopo 32 anni. E Ferrari minaccia ancora l'addio

Marchionne tiene a battesimo la nuova Alfa Romeo-Sauber, che il prossimo anno sarà portata in pista nel mondiale da Ericsson e Leclerc. Intanto il braccio di ferro tra il Cavallino e i nuovi proprietari del circus prosegue

A volte ritornano. Succede anche al presigioso Biscione, che nel 2018 ritroverà il suo posto nella massima competizione motoristica mondiale, la Formula 1. Dopo un passato glorioso, Alfa Romeo cerca nuovi allori attraverso un accordo con il team Sauber, storico partner Ferrari e reduce da una disastrosa stagione sportiva ed economica. La partnership, già confermata nei giorni scorsi, è stata ufficializzata oggi dal numero uno di FCA, Sergio Marchionne, che ha presentato anche il look della vettura del futuro Alfa Romeo in Sauber F1 Team.

"L'accordo con Sauber F1 Team - ha spiegato Sergio Marchionne - è un passo significativo nella ricostruzione del brand. Tornando in Formula 1 dopo un'assenza dalle corse di oltre 30 anni, Alfa Romeo restituisce al campionato uno dei marchi che hanno fatto la storia di questo sport, andando ad aggiungersi ad altre importanti aziende automobilistiche che partecipano alla Formula 1. Il brand stesso, inoltre, potrà beneficiare dello scambio tecnico e strategico con un partner di esperienza indiscussa come Sauber F1 Team. Tutti gli appassionati di Alfa Romeo potranno di nuovo tifare per un costruttore di automobili che è determinato a scrivere un nuovo capitolo della sua unica e leggendaria storia sportiva". 

Entusiasta anche Pascal Picci, Presidente di Sauber Holding AG, che si è detto contento e orgoglioso "di dare il benvenuto a Alfa Romeo in Sauber F1 Team. Alfa Romeo ha una lunga storia di successi nei Gran Premi".

Tra un passato glorioso e la voglia di riscatto

Il ritorno di Alfa Romeo restituisce a tutta la F1 uno dei marchi che hanno fatto la storia del massimo campionato automobilistico e porterà in pista non solo una grande tradizione ma soprattutto fornirà un contributo significativo allo sviluppo della competizione sotto il profilo sportivo, tecnologico e di coinvolgimento dei tanti appassionati del marchio, senza contare il riflesso dell'investimento in termini di trasferimento tecnologico e sicurezza stradale di cui potrà beneficiare il brand. Alfa Romeo è sinonimo di corse e prestigio tecnologico in tutto il mondo. Regina indiscussa dei Grand Prix d'Anteguerra (nel 1925 la GP Tipo P2 aveva dominato il primo Campionato del Mondo), Alfa Romeo ha preso parte alla Formula 1 dal 1950 fino al 1988, sia come costruttore che come fornitore di motori. Già al suo debutto nel 1950 e nel 1951, Alfa Romeo vinse il primo campionato mondiale piloti con Nino Farina e Juan Manuel Fangio. Dal 1961 al 1979 Alfa Romeo ha partecipato come fornitore di motori per diversi team di F1. Dopo essere tornata nel 1979 come costruttore, Alfa Romeo si è classificata al sesto posto come miglior risultato nel campionato costruttori nel 1983. La società si è successivamente ritirata dalla Formula 1 nel 1985 come team e oggi, dopo oltre 30 anni, vuole tornare con un ruolo da protagonista.

Ferrari tratta con Liberty Media e minaccia nuovamento l'addio

Parallelamente al romantico rivangare dei fasti di Alfa Romeo, si fa avanti un discorso ben più complesso per quanto riguarda il futuro della Ferrari. Già da anni il Cavallino non ha mai fatto mistero delle tensioni con i vertici del circus, con Bernie Ecclestone prima ed ora con i nuovi proprietari a stelle e strisce di Liberty Media. I capitali in gioco sono enormi e al momento si basano sul Patto della Cocordia, che tuttavia scadrà nel 2021. Oggi Marchionne ha usato parole piuttosto nette per descrivere lo stato delle trattative: "La Ferrari fuori dalla Formula 1 è una minaccia seria, tutt'altro che irrealistica, ha detto il Presidente. “Il dialogo è cominciato e continua a evolversi. Abbiamo tempo fino al 2020 per trovare una soluzione che sia di beneficio alla Ferrari – ha aggiunto - L'accordo di Alfa Romeo con Sauber scade nel 2020-2021, quando Ferrari potrebbe uscire. Dobbiamo trovare una soluzione per il bene dello sport ma dobbiamo essere chiari su cosa non si può mollare”. 

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