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Daniele Quadrini rilancia: da colpevole a vittima

L'attaccante neroverde è stato sentito stamattina dal pm Mario Ardigò come persona informata dei fatti. Il suo legale parla di una denuncia alla Federcalcio risalente a un mese fa: "la Figc sarebbe potuta intervenire subito"

Mentre le indagini sul calcioscommesse continuano, qualcuno comincia a stancarsi della situazione, delle accuse e delle informazioni sbagliate. Daniele Quadrini continua a urlare la sua innocenza, portando a prova dichiarazioni ingombranti.

Questa mattina a Roma l’attaccante neroverde è stato sentito per circa un’ora, come persona informata sui fatti, dal pm Mario Ardigò. Ai giornalisti presenti, parlando del match incriminato Siena-Sassuolo, avrebbe dichiarato: “E' stata una partita assolutamente regolare. Io non ho avuto contatti anomali con nessuno, ne’ prima e ne’ dopo questa gara. Tirarmi in mezzo a questa storia mi ha procurato un danno gravissimo, perché sono in scadenza di contratto e la mia società sta aspettando che si chiarisca la vicenda”.

Quadrini, a quanto pare, sarebbe stato vittima di un tentativo di estorsione da parte di tale “Massimo di Pescara” (quasi sicuramente si tratta di Massimo Erodiani) e di Marco Paoloni, portiere del Benevento e amico del neroverde da 8 anni.

Erodiani, il 29 aprile scorso, telefonò senza svelare la propria identità al calciatore del Sassuolo pretendendo la restituzione di 36000 euro in virtù di un debito legato ad una scommessa. Quadrini spiegò all’uomo del mistero di non avere mai effettuato scommesse e ricevette in risposta un laconico: “Ti ha messo nei guai Paoloni”.

Il neroverde ha poi svelato: “Dopo aver ricevuto chiamate ed sms di minacce, chiamai Paoloni il quale, in lacrime, mi chiese scusa, mi spiego’ che era disperato e che mi aveva messo in mezzo”.

L’attaccante ha anche aggiunto che dopo quelle telefonate denunciò l’accaduto a “piazzale Clodio” e alla Federcalcio. Il legale di Quadrini, Ciardullo, quanto a questa denuncia ha aggiunto: “Feci evidenziare che si era in presenza di un fatto gravissimo e che esisteva una banda che era dedita alle scommesse. A nostro parere la Figc sarebbe potuta intervenire subito, prima che questo scandalo fosse scoperchiato dall’attività della magistratura ordinaria”.

Ora, augurandoci che tutto questo sia vero, speriamo si possa risolvere, il più in fretta possibile, tutta la questione per permettere a Quadrini e al Sassuolo di pensare ad organizzare la nuova stagione.
 

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