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Rivetti: "Vicini a definire il centro sportivo. Montagnani? Irraggiungibile"

Il presidente del Modena ha toccato tanti argomenti interessanti in conferenza stampa, dagli obiettivi, al mercato fino al centro sportivo

Oggi il presidente Carlo Rivetti ha tenuto la conferenza stampa di inizio anno per parlare prima di tutto degli obiettivi societari per il 2023:“Quello appena passato è stato un anno di grande soddisfazione, stiamo iniziando il 2023 perciò vorrei specificare i nostri 2 obiettivi: mantenere la categoria e costruire il centro sportivo che farà crescere la società, per poter gestire la società in modo serio e sostenibile”.

“Ottenere la salvezza è un risultato non scontato e non facile, specialmente nella Serie B di quest’anno che presenta difficoltà importanti e classifica molto corta. Sarebbe un risultato positivo. Il Modena è una delle poche squadre che non ha cambiato allenatore. Sono convinto che sia più premiante cercare di costruire qualcosa, piuttosto che buttare via tutto e ripartire da zero”.

“Arrivare ai play off? Sarebbe una soddisfazione in più e a quel punto ci giocheremmo le nostre chance. Sarebbe una grandissima motivazione per i ragazzi. Se dovessero arrivare non ci tireremo indietro, ma non siamo ancora pronti per il doppio salto. La società va ancora strutturata e rafforzata, lavorando anche sulle strutture e il centro sportivo che permetterà di attirare giocatori di un livello diverso; sarebbe un bene anche per i giocatori che già abbiamo. Andare in Serie A e allenarsi allo Zelocchi sarebbe scorretto”.

“Per il centro sportivo stiamo decidendo tra un paio di alternative, deve essere all’altezza del Modena e di un Modena futuribile. Il vantaggio è che partiamo da zero. Lo vorrei all’avanguardia ed ecosostenibile. È un progetto che accompagnerà la nostra crescita. Entro la fine del primo semestre dovremo avere la location definitiva”.

“Il centro sportivo sarà della società e resterà alla società, lo stadio invece è della città e resta alla città. Sullo stadio abbiamo già dimostrato il nostro punto di vista con gli investimenti fatti l‘anno passato, finanziati dalla società, perché c’erano cose che andavano fatte. Stiamo parlando col Comune per trovare un progetto temporale che dia possibilità alla città di lavorare e investire sullo stadio. Non abbiamo mai pensato allo stadio di proprietà e io adoro il Braglia, è in centro, ha fascino e storia, per questo abbiamo investito per dagli una veste migliore, più moderna”.

“Modena ha un grande appeal, è una città meravigliosa dove si vive bene e a misura d’uomo e il Modena FC ha un certo fascino sui giocatori: abbiamo dimostrato di essere persone serie che tengono ai calciatori in primis come esseri umani e che hanno un progetto in testa da portare avanti e questo viene visto in maniera positiva”.

Ha poi parlato anche di alcune questioni legate al calciomercato: “Per Azzi non è mai arrivata in estate nessuna offerta concreta, solo tante voci che hanno destabilizzato il ragazzo. Con lui non ho avuto nessun problema quindi ero sereno e tranquillo. Qualcosa sicuramente deve essere successo e lui ha deciso di andare a Cagliari. Abbiamo deciso che era giusto appoggiarlo nelle sue scelte. Rimane il rimpianto di aver visto un giocatore che l’anno scorso ha fatto la differenza e che non si sia confermato per quello che vale quest’anno. Spero si prenda a Cagliari le soddisfazioni che non si è preso qui”.

“A Paulo va il nostro ringraziamento per quanto fatto nell’anno trascorso insieme. Mi auguro che la scelta gli dia gli stessi successi avuti a Modena. È un ragazzo d’oro a cui sono affezionato, lo dimostra l’abbraccio a Cagliari e gli auguro ogni successo possibile”.

“Sul calciomercato cito Mourinho: siamo come le porte di un saloon, che si aprono e si chiudono, finché non ci sono le firme niente è deciso. Ma per Azzi è fatta ed è stato lui a scegliere.  Per il resto faremo grossi cambiamenti soltanto davanti a proposte irrinunciabili. Seguo poco la campagna acquisti, perché ci sono persone più brave di me come direttore sportivo e amministratore delegato. Lascio fare a loro, mi informano, ma hanno più presente loro la situazione”.

“Il giocatore che mi ha sorpreso di più è stato Cittadini, è più forte di quanto mi aspettassi, credo che farà strada. In negativo nessuno, ma sarebbe anche brutto se lo dicessi. Sono veramente contento dello spogliatoio che abbiamo e di come sono i nostri ragazzi. Abbiamo messo in piedi un bel gruppo, la società sta lavorando bene e loro lavorano in maniera serena e tranquilla, quindi complimenti a tutti”.

“La crescita di Bonfanti ci dà grande soddisfazione perché è un giovane di proprietà del Modena e spero trovi maggiore continuità. La società conta su di lui in maniera importante. Lavorare sui giovani è la strada giusta perché sono i giocatori del futuro, certo bilanciando con giocatori di esperienza, ma la politica sarà sempre la stessa, anche sugli italiani”.

“Noi vogliamo lavorare con ragazzi giovani, il problema di valorizzarli è che poi a un certo punto magari ce li chiedono, quindi la capacità è di portare altri giovani, cercando di trattenere quelli che riteniamo molto importanti. Se arrivano offerte che non si possono rifiutare, non si rifiutano”.

“A me non risultano ad oggi offerte per Bonfanti, se arrivassero le valuteremo, ma anche per Azzi mancano ancora le firme, si parla di cose che poi magari non si concretizzano. Nel mondo del calcio è molto interessante far girare le voci, quindi sono molto cauto a parlare di mercato anche perché non me ne occupo in prima persona”.

“La forza del Modena sta nella squadra, nel giocare tutti insieme e pensare tutti insieme la stessa cosa, darsi una mano e aiutarsi. Come suonare in un’orchestra. La struttura è quella dell’anno scorso. Si è cementata con i risultati e quest’anno ha continuato il suo cammino: questo credo sia il segreto della posizione che ricopriamo in classifica”.

“Se potessi rigiocare una partita del girone di andata? Cagliari e Genova, perché lì ho capito che la squadra c’era, anche contro due corazzate e non ci hanno asfaltati ma abbiamo fatto una degna figura. Poi vorrei rigiocare a Ferrara e a Parma ma per un altro motivo. La squadra che mi ha impressionato di più è il Genoa”.

“Non credo sia possibile prendere il posto di Montagnani nel cuore dei tifosi. Lui ha costruito qualcosa, io non ho ancora fatto niente quindi devo ancora guadagnare la stima e l’affetto dei tifosi.”

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