Carpi, ribaltone in panchina. Chezzi si dimette, in arrivo Castori 3.0

Un bilancio davvero magro convince il mister a lasciare l'incarico dopo appena tre giornate

Ribaltone, inversione ad U, cambio di rotta, dimissioni più o meno spontanee. Chiamatele come volete. Certo è che il Carpi volta subito pagina, archivia l’era Chezzi e sposa l’era Castori 3.0. Tre sconfitte in campionato, nove gol al passivo, ma troppa staticità ed eccessiva arrendevolezza. Proprio un atteggiamento non da Carpi.

Si chiude con questo bilancio l’avventura di Marcello Chezzi sulla panchina biancorossa. Stamattina l’addio con le dimissioni formalizzate dall’ormai ex allenatore, sempre sconfitto in gare ufficiali. Dopo la Ternana in Coppa Italia a Pontedera (0-2), sono arrivate le tre in campionato contro Foggia (2-4), Cittadella (0-1) e ultima a Verona (1-4).

Chezzi ha ritenuto opportuno dare le dimissioni, accettate dalla proprietà che non ha perso tempo, contattando Castori, rimasto a spasso dopo la salvezza ottenuta in seguito al fallimento del Cesena. Il tecnico marchigiano, 64 anni compiuti a luglio, sarà annunciato nelle prossime ore. Castori è chiamato a risollevare un Carpi mai così brutto negli ultimi anni, facendo leva sulle doti caratteriali che gli sono riconosciute e cercando nel contempo di sfruttare al massimo le risorse di una rosa che conosce per buona parte dei suoi componenti.

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L’avventura a Carpi di Castori è difficilmente sintetizzabile in poche righe: chiusa l’8 giugno 2017 con la finale play-off perduta a Benevento, l’era del tecnico marchigiano era partita quasi a fari spenti nell’estate 2014, quando riuscì a preparare la fantastica stagione della cavalcata verso la serie A. Nella massima serie l’ingiusto esonero a vantaggio di Sannino, il ritorno, la salvezza sfiorata (38 punti, gli stessi per esempio che sono bastati nove anni su dieci). La nuova B, e l’esaltante cavalcata fino alla finale play-off su descritta. L’anno scorso, a Cesena, prese il cavalluccio in una situazione più o meno simile al Carpi. Risultato finale? 51 punti e salvezza in cassaforte. Praticamente un’assicurazione. Per questo Bonacini e i suoi soci si sono convinti che è lui l’uomo giusto per centrare il traguardo stagionale. Si aspetta solo l’annuncio.

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