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Carpi - Vis Pesaro 0-2 | Il Carpi si complica la vita, al Cabassi passa la Vis

I biancorossi falliscono il match point salvezza. Pochesci si infuria: "Abbiamo sbagliato tutto"

E menomale che si trattava della “gara della vita”, come aveva detto mister Pochesci. Il Carpi la perde – giustamente -  insieme all’imbattibilità casalinga del tecnico romano, scivolando (0-2)  in casa con la Vis Pesaro e fallendo di fatto una sorta di “match point” salvezza.  Il derby, evidentemente, è stato solo un lampo nel buio. E’ “tornato” il Carpi di prima, timido, impacciato e tremendamente spuntato in avanti, dove il solo Giovannini – ieri sistematicamente raddoppiato – non può cantare e portare la croce. Nelle ultime sette giornate bisognerà andare in campo con ben altro atteggiamento. Tuttora la zona play-out (Imolese)è  distante sei punti. Tanti o pochi, dipende proprio da come il Carpi interpreterà i prossimi impegni, a cominciare da quello (difficilissimo) del “Rocco” di Trieste. Duro sfogo di Pochesci a fine gara: “Ci abbiamo provato, ma senza la giusta cattiveria e determinazione, come invece hanno fatto loro. Siamo giovani, e perdere ci sta, ma stasera la squadra non mi è piaciuta, mi sa che debbo sbattere al muro qualcuno, così mi faccio capire meglio. Il giocatore presuntuoso mi fa diventare matto. Gli “otto” in pagella, i titoloni hanno fatto male. Per far punti dobbiamo tornare ad essere la squadra operaia.  Era la partita della “vita”, avrò sbagliato anche io a non trasmetterne il significato.  Ora mi toccherà usare il bastone e non più la carota. La Vis ci ha letteralmente “mangiato”. Ci mancano cinque o sei punti per la salvezza, andremo a vincere dove magari non si pensa di poterlo fare”. 

GOL A FREDDO – Se c’era una cosa da non fare, era prendere gol subìto da un’avversaria grintosa e tenace, ruvida e determinata, ma che ha corso il doppio e aveva una rabbia in corpo particolare dopo l’1-3 patito dalla Samb. Cross di Nava, Lomolino si “addormenta”, testa di Carissoni, Rossi fa quel che può, Cannavò arriva prima di tutti per il tap-in vincente sotto la traversa. Curiosità: l’attaccante palermitano aveva fatto gol anche all’andata, e proprio al sesto minuto! Il gol cambia subito le carte in tavola, e la Vis ci gioca su, disponendo a piacimento del Carpi e spazzando ogni pallone potenzialmente pericoloso con efficacia e mestiere, non facendo ragionare i biancorossi, raddoppiando sempre anche con qualche ruvidezza di troppo. Non ci sono sbocchi, l’unica azione biancorossa porta al tiro (29’) Ghion che spara alla stelle da posizione favorevolissima.

Ripresa, stessa musica. Ma a sfiorare il gol sono ancora una volta gli ospiti, con un colpo di testa ravvicinato di Stramaccioni che si vede negare il 2-0 da un grande intervento di Rossi, con Lomolino che anticipa di un soffio l’accorrente Di Sabatino. Carpi in difficoltà ancora Rossi salva tutto in uscita bassa su Gozzi. Il gol “è nell’aria”, si diceva una volta, e puntuale arriva al 19’. Rimessa laterale di Carissoni, Gucci di testa serve Gelonese il cui tiro sporco si tramuta in un comodo assist per Di Paola che manda al bar Gozzi e fulmina Rossi col mancino. Nell’ultimo segmento di gara è sempre la Vis a mancare, per altre due volte il clamoroso (ma non immeritato) tris. Sipario, prima del “siparietto” tra Pochesci, visibilmente irritato, e il suo collega Di Donato, prima delle interviste: “Tu mme devi salutà, soprattutto quanno vinci”….

GOL: 6’ Cannavò; nel s.t. 19’ Di Paola. 
CARPI (3-5-2): Rossi 6; Gozzi 5, Venturi 5,5, Sabotic 6; Marcellusi 5 (16’ st Ferretti 5,5), Bellini 5,5 (25’ st De Cenco 5), Fofana 5 (34’ st Ceijas s.v.) , Lomolino 5 (16’ st Martorelli 5); Ghion 5,5; De Sena 4, Giovannini 5,5. In panchina: Pozzi, Eleuteri, Llamas, Varoli, Bayeye, Offidani, Ceijas, Ridzal. All.: Pochesci 5.
VIS PESARO (3-5-2): Bertinato; Stramaccioni (14’ st Brignani), Ferrani, Di Sabatino; Carissoni, Ejjaki (1 st D’Eramo), Tassi (14’ st Gelonese), Di Paola, Nava (Pannitteri); Cannavò 6,5, Marchi (14’ st Gucci).  In panchina: Ndiaye, Bastianello, Benedetti, Germinale, Lazzari, Pannitteri, Giraudo.  All.: Di Donato.
ARBITRO: Acanfora di Castellammare di Stabia 5,5 (Cataldo di Bergamo e Ceccon di Lovere; quarto ufficiale Ferrieri Caputi di Livorno).
Ammoniti: 39’ Marchi, 42’ Ghion, Pochesci; st 2’ Tassi, 13’ Sabotic, Venturi, Cannavò, Di Paola.

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