Centenario Modena: sbadigli dentro, brividi fuori

Dopo tutte le polemiche e le parole spese sulla festa al PalaPanini hanno parlato i fatti: una delusione l'evento ufficiale, un grande successo il corteo dei tifosi

Bilanci totalmente opposti all'indomani dei festeggiamenti per il centenario. Un esito che sa di vittoria per la Curva Sud e tutti i tifosi che hanno sostenuto il corteo e sconfitta, anche un po' amara, per la festa della società. Nessuno scontro diretto, a parte un battibecco iniziale tra l'assessore Antonino Marino e alcuni tifosi, ma oltre ad un paio di parolacce volate e l'attacco al Marino-Juventino niente più. Ciò che conta alla fine è che l'emozione fosse alle stelle per tutti, dentro e fuori dal Tempio del Volley.

FESTA UFFICIALE AL PALAPANINI - Duemila o forse duemila e cinquecento persone sugli spalti del palazzetto che, data la sua struttura aperta e ariosa, appariva semivuoto; a fare rumore solo i bambini e i ragazzi delle giovanili. La serata inizia con le note dei "The Good Fellas", gruppo swing, molto piacevole da sottofondo che ha rivestito più il ruolo di orchestrina da stacchetti alla "Vai Demo" un po' costanziana. Sul palco collocato al centro del PalaPanini sale Leo Turrini e introduce la serata presentando la sua valletta Valentina, che si rivelerà più un disturbo per lui che altro, specificando che non si trattava di una escort, non un vero gentleman... Tra una caduta di stile e qualche accenno di sbadiglio da parte del pubblico inizia così la serata: alcuni secondi di proiezione del docufilm "Una vita in gialloblù", poi la sfilata delle giovanili del Modena sotto al palco. Finalmente arriva il momento della prima squadra, così Stefano Casolari, mitico speaker del 'Braglia', chiama i giocatori in ordine alfabetico a salire sul palco; finito l'entusiasmo dopo i primi tre, i seguenti salgono sul palco quasi senza applausi. Grande affetto dimostrato invece per mister Bergodi che chiude la sfilata e riporta i ragazzi in ritiro per preparare il derby. Arriva il momento di Pintus, il comico di Colorado, che, pur centrando poco e niente con il nostro centenario, si rivela uno dei momenti migliori della serata. Quando cominciano a salire le stelle del Modena del passato il pubblico regge fino a che si tratta dell'11 scelto come il migliore dei 100 anni con Ballotta, Mayer, Balestri, Ponzo (e fino a qui applausi), Borsari, Melotti, Vernacchia, Piacentini, Bucchi, Cavazzuti, Brighenti; allenatore: Gianni De Biasi. La scarsa organizzazione costa parecchio a Leo Turrini che chiama uno ad uno gli 11, impegnati però in una sala attigua per le interviste e costretti a raggiungere il palco in ritardo rispetto alla chiamata; più deludente è stata la preponderanza dell'argomento derby anche nelle mini-interviste ai giocatori di ora e del passato; argomento attualissimo, è vero, ma ancora una volta molto poco pertinente. Arrivati a questo punto il pubblico comincia a lasciare gli spalti e la platea, mentre sul palco salgono tanti ex giocatori del Modena, perlopiù over 50, girati di schiena alla gran parte del pubblico a causa dell'infelice collocazione del palco. Al termine di questo lungo momento, il PalaPanini è vuoto, Matteo Macchioni canta "Nessun dorma" prima del gran finale in cui viene portata la torta e Casari, in evidente difficoltà, mette in crisi Leo Turrini con risposte del tipo "Non lo so" a random.

foto(11)-2-2CORTEO DEI TIFOSI - "Una serata indimenticabile!", è ciò che chi ha partecipato continua a ripetere. Alle 19.30 il ritrovo davanti al PalaPanini, alle 20.30 la partenza, tutto nel modo più civile possibile. Nessuno ha esagerato nelle polemiche o nei gesti: unico segno di dissenso uno striscione con scritto "Questa non è casa nostra". Alla partenza si poteva contare qualche centinaio di persone, tutti rigorosamente bardati di sciarpe, bandiere e cappellini; via via che il corteo scorreva per le vie si aggiungevano persone, fino a che si è giunti in centro circa in un migliaio. Allora i ragazzi hanno fatto ciò che i tifosi fanno per la loro squadra: sventolato bandiere, intonato cori, qualche "botto". Dalle finestre arrivavano altri consensi e ciò che più è rimasto, è stato il fatto di festeggiare tutti insieme, da curva, da tifosi. Addirittura qualcuno si era portato come vessillo la sagoma di Montagnani, idea molto apprezzata. Il giallo e il blù hanno sfilato fino al Caffè del Collegio, con quell'aria tipica dei momenti magici, quelli che veramente non scordi più. L'unico rammarico dei tifosi è quello di non aver potuto applaudire i loro idoli del passsato.

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