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Isabella Gualtieri e Elwis Chentre

Isabella Gualtieri e Elwis Chentre

Una nonna da Rally, intervista al navigatore modenese sul podio delle 1000 Miglia

Isabella Gualtieri è una modenese sia nonna che navigatore Rally, due passioni importanti per lei. Il fine settimana scorso si è attestata prima in classifica con il pilota Elwis Chentre, e seconda in gara dopo il campione europeo Rossetti

Se nell'immaginario collettivo le nonne solitamente passano il tempo con le amiche e davanti al tagliere, c'è chi invece oltre a questo è anche un navigatore Rally e questo weekend si è portata a casa il secondo posto alla 1000 Miglia. Si chiama Isabella Gualtieri, è modenese DOC e dal 2004 è navigatore per il campionato Rally WRC. Il suo compagno di sport è il pilota Elwis Chentre, che con lei è arrivato il fine settimana scorso secondo in gara, aggiudicandosi il primo posto in campionato, grazie alla RP Motor Sport, famosa sia per il Rally che per la Formula 3. Abbiamo intervistato per voi la signora Gualtieri che ci ha raccontato di questa sua esperienza nel Rally.

Quando e perché è nato in lei questa passione per il navigatore da Rally? L'anno di inizio fu il 2004, quando ho iniziato a correre con Chentre. Prima avevo frequentato a Roma la scuola per navigatori, anche per rendermi conto in cosa mi stavo lanciando, e sono felice che dopo undici anni abbiamo raggiunto il risultato dell'ultimo weekend e siamo primi in classifica. 

Nonna e appassionata di Rally, come conciliare le due cose? Non vedo perché siano in contraddizione. Sono entrambi bellissime esperienze, che mi divertono e che mi mettono in gioco. Sicuramente il Rally è fisicamente più pericoloso, basti pensare quando nel 2013 a Grignolino facemmo un incidente a dir poco rischioso. L'auto si era catapultata verso la valle e presa velocità ci siamo rovesciati, per fortuna non ci siamo fatti nulla.

Perché ha scelto di fare il navigatore e non il pilota? Non so dare un motivo certo, a me piace fare il navigatore. Mi era stata data un po di tempo fa la possibilità di fare il pilota, ma io ho declinato immediatamente. La passione per il ruolo di navigatore è come se vivesse su un binario paranello a quella del pilota, ma che ne impedisce la fusione dei due. 

Cosa consiglierebbe ad un giovane che desidera entrare nel mondo del Rally? La cosa più importante è fare la scuola specializzata, perché non ha senso investire 1.500 o 2.000 euro in uno sport che poi scopri che non è fatto per te. Servono maestri capaci non solo nella tecnica, ma anche nell'educazione di guida. Ho visto tanti giovani che una volta messo il casco si trasformano in pazzi che si gettano giù per le montagne. Una volta dovettero scavare persino un tunnel per recuperare un pilota che era finito con l'auto giù da un fiume.

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