Le prime impressioni del libero gialloblu Grebennikov: "Qui ritrovo diversi amici, ambiente speciale"

Finalmente Grebennikov, il colpo di mercato per la stagione 2020/21 scalpita per il debutto al Pala Panini, senza pensare troppo alle Olimpiadi di Tokyo.

foto Modena Volley

Era tanto atteso ed è finalmente ufficiale: Jenia Grebennikov è il nuovo libero titolare gialloblu. Classe 1990 è il libero titolare e titolatissimo della nazionale francese, tra i migliori, se non il migliore al mondo nel suo ruolo. Jenia incomincia a muovere i primi passi nelle giovanili del Cercle Paul Bert per poi arrivare al Rennes fino al 2013. Successivamente prima esperienza all'estero in Germania al Friedrichschafen dal 2013 al 2015. 

Nel 2015 arriva in Italia alla Lube dove vi rimane fino al 2018. Tante soddisfazioni in biancorosso, in attesa di un altro top club italiano: Trento, firmando un contratto di due anni. 

Ormai affermato e in cerca di continuare a vincere arriva in gialloblu per sostituire Rossini, trasferitosi a Trento, non a caso. 

A livello di Palmarès vanta un campionato italiano, uno tedesco, una Coppa di Francia, una Coppa CEV, due coppe di Germania e un Mondiale per club. Con Modena farà di tutto per vincere la Champions League 2020/2021, e chissà, magari far rtornare sul tetto del mondo Modena. Sogno o realtà?

Jenia benvenuto a Modena, prima domanda d'obbligo: cosa rappresenta per te questa società e come sarà giocare al PalaPanini in maglia gialloblú?

“Giocare al PalaPanini sarà molto divertente e “diverso”, in questo palazzetto sono sempre venuto da avversario e ho sempre vissuto un’atmosfera incredibile, con tanti tifosi. Il tifo e l’affetto del pubblico mi hanno sempre dato i brividi, anche se il tutto ovviamente era per Modena e non per gli avversari… Cosa rappresenta questa società? Modena Volley è una società storica che ha vinto tanto, ha visto passare tanti forti giocatori e ha fatto la storia della pallavolo”.

Il tuo compagno di nazionale Ngapeth o Angelo Lorenzetti ti hanno parlato di Modena?

“Certo, Earvin mi ha sempre parlato di Modena. Lui è una persona molto divertente e penso che abbia lasciato il segno in questa società con le sue giocate spettacolari, Earvin mi ha sempre detto cose belle su Modena, lo stesso ha fatto Angelo (Lorenzetti, ndr), idem Vettori e Francesco Petrella, tutti mi hanno parlato della magia del PalaPanini”.

Arrivi in una squadra rivoluzionata in cui sarai un grande punto di riferimento, senti il peso di questa responsabilità?

“Penso di avere sempre avuto tante responsabilità, fin da quando ho iniziato a giocare con la nazionale francese tante squadre hanno puntato su di me, forse perché provo sempre a dare qualcosa in più alla squadra: cerco non solo di ricevere e difendere, ma di dare anche qualcosa al gruppo, all’atmosfera, di essere disponibile per gli altri.  Una squadra rivoluzionata? Non mi fa paura, siamo professionisti e siamo abituati a queste cose. E’ una squadra nuova quindi ora dobbiamo creare il gruppo… “rivoluzionata” non so se è la frase giusta. Sono arrivato qui per dare il massimo, aiutare chi è con me e vincere più partite possibili, in ogni caso conosco già quasi tutti i miei compagni, sarà bellissimo lottare insieme”

Modena ha risentito tanto della crisi Covid-19 mentre Trento si è rinforzata ancora di più, qualche rimpianto?

“No perché venire a Modena è stata una mia scelta, sono un giocatore che ama fare nuove esperienze e per me la cosa importante era restare in Italia, perché il campionato qui è incredibile e di altissimo livello, devi sempre dare il massimo e mai mollare perché se molli un attimo, perdi. La crisi Covid è stato un momento   difficile per tutti, anche per Trento, certo loro hanno una bella squadra, ma non guardo le altre, guardo cosa c’è a Modena e come possiamo lavorare e vincere insieme. Sono davvero molto contento di essere qui, non ci sono rimpianti”.

Sarà un anno molto intenso con un'estate olimpica, che stagione sarà per te e per questa Modena?

“Sicuramente prima dobbiamo conoscerci, fare gruppo e iniziare a lavorare, prima fisicamente perché è già da tanto che non facciamo lavoro in sala pesi e poi concentrarci anche sul lavoro tecnico. Io sono pronto a lavorare e impegnarmi al massimo per crescere e far crescere la squadra, sarà un anno molto intenso. Io mi sono riposato molto anche se nel frattempo è arrivato il mio primo figlio, mi sento bene fisicamente e sono carico per iniziare. All’estate olimpica ancora non penso, penso a quanto devo fare qua e ad essere pronto fisicamente per iniziare e arrivare carico alle prime partite”.

Ritrovi Micah Christenson e Dragan Stankovic con cui hai vinto Coppa Italia e Scudetto a Civitanova.

“Sono due delle prime persone che ho incontrato quando sono arrivato per la prima volta in Italia, a Civitanova. Io e Micah trascorrevamo spesso del tempo insieme perché entrambi eravamo appena arrivati e ci siamo aiutati tanto a vicenda durante il primo anno. Stankovic è un esempio come giocatore e persona nella vita, è capace di infonderti lo spirito giusto e una forza speciale… mi ricordo ancora quando vedevo in tv la pallavolo italiana e lo vedevo giocare, pensando che fosse un vero esempio e un grande giocatore”.

Coach Giani nella conferenza di lunedì scorso ha trasmesso una carica incredibile all'ambiente, cosa significa essere allenato dal Giangio?

“È vero: ho visto la conferenza e il suo discorso è stato bellissimo, ero completamente d’accordo con lui. Non so cosa significa essere allenati dal Giangio ma so che tutti ne parlano benissimo. Penso sarà difficile tenere il suo ritmo perché è super carico (sorride, ndr), è un esempio ed è una vera leggenda della pallavolo italiana, qua a Modena e con la nazionale, ha tanta classe e mi fido di lui anche se non lo conosco ancora di persona”

Il pubblico di Modena ha accolto il tuo annuncio con enorme entusiasmo, cosa ti senti di dire ai tuoi nuovi tifosi?

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“Sono felice che siate contenti del mio arrivo, lo sono tanto anche io e spero che riusciremo a trovarci tra poco. Sarà bello, soprattutto perché adesso sono con voi”.

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