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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Sport

Paracadutismo Baumgartner, la testimonianza di Franco Zavatti

Se ne sta parlando da un paio di giorni in tutto il mondo, l'impresa di Felix Baumgartner ha letteralmente colpito tutti noi anche se sono in molti a non credere possibile quanto accaduto. L'istruttore Franco Zavatti ci spiega alcuni dettagli sulla vicenda

Qualcuno crede sia impossibile compiere un'impressa come quella di Felix Baumgartner, sta di fatto però che il mondo intero è rimasto a bocca aperta nel vedere una scena da brividi mai provati prima. L'istruttore modenese Franco Zavatti racconta che la velocità e la solitudine sono fattori di grande stress, ma ciò che realmente complica un volo in caduta libera è la cognizione spazio-temporale del tutto mutata. Il fatto di non avere la terra sotto ai piedi fa percepire il tempo molto più dilatato: un secondo viene percepito come dieci secondi, immaginiamo quindi i quattro lunghissimi minuti di Felix Baumgartner.

 

"Il mio personale top-level raggiunto - spiega Zavatti - è di un modesto 5.700 metri sui cieli del Senegal, a conclusione di uno stage internazionale di paracadutismo. Da quella quota, hai 100 secondi utili di caduta prima di tirare la famosa maniglia: non si cerchi la proporzione fra la quota di lancio ed il tempo utile di volo in caduta libera, perché ad altissime quote, col crescere della rarefazione dell'aria, scendi molto più veloce". Una sensazione difficile anche solo da immaginare dunque: "Felix, di caduta libera ne ha fatta per ben oltre 4 minuti, ed in una condizione di stress, di temperatura ed assenza di pressione del tutto inimmaginabili: è stato perciò un grande atleta, un grande navigatore, un coraggioso". 
 

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