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Sassuolo, Troianiello: "Se non avessero espulso il nostro amico contro il Pescara..."

E' arrivato a gennaio ed è impossibile non lasciarsi trascinare dalla sua simpatia e spontaneità; Gennaro Troianiello non ha compagni di squadra, ma amici e crede nella promozione diretta dei neroverdi

E' iniziato da poco il suo campionato; dopo aver giocato pochi minuti dal suo arrivo, Gennaro Troianiello ha finalmente potuto occupare un posto tra gli undici (o meglio tra i dieci) in campo per una buona mezzora contro il Pescara e ha anche rischiato di segnare il gol del pareggio proprio negli ultimi istanti di gara: "Non voglio nemmeno ripensarci - ha dichiarato il neroverde -; ero convinto di fare un gol facile, invece mi sono allungato troppo la palla. Se fossimo stati in undici avremmo potuto fare punti, forse anche vincere, ma la cosa positiva è che anche in dieci ci siamo fatti valere".

Al suo arrivo si pensava che sarebbe stato impiegato da subito, invece sono passati due mesi abbondanti: "Quando sono arrivato avevo qualche chilo di troppo e venivo da otto mesi di inattività perciò la mia condizione era scarsa, ma grazie al lavoro dello staff e grazie agli amici che mi sono stati vicini nel migliore dei modi, ho recuperato e sono pronto". Perso uno scontro diretto i neroverdi si allontanano leggermente dal vertice della classifica, ma è vietato smettere di crederci: "Siamo ancora lassù e ci proveremo fino alla fine, se pensiamo che in dieci stavamo per portare a casa il risultato... Ma il campionato è ancora lungo e tutte le partite sono difficili, specialmente quelle del girone di ritorno".

Gennaro Troianiello ha già vissuto un campionato di Serie B nei primi posti della classifica conclusosi con la promozione diretta del Siena: "E' un campionato diverso: l'anno scorso a marzo avevamo già dato uno strappo importante e noi, insieme all'Atalanta e al Novara, che poi ha un po' rallentato, avevamo molti punti in più rispetto alle altre; quest'anno è tutto più equilibrato, perciò dovremo dare il massimo e stare sul pezzo fino alla fine, sperando anche in un po' di fortuna: ad esempio sabato, se non fosse stato espulso il nostro amico, sarebbe stato tutto diverso".


Da Conte a Pea, due allenatori uniti ultimamente dalla delusione per i fischi del pubblico verso i propri ragazzi: "Sono entrambi due martelli, molto ambiziosi e decisi, in questo si assomigliano. Io ora sto bene, la squadra non ha bisogno di me, ma spero di dare al più presto una mano soprattutto perché ho una gran voglia di giocare".

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