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Calcio, Sassuolo: la fortuna di deresponsabilizzare la squadra

Quando sta per finire il girone di andata, l'allenatore in seconda Andrea Tarozzi e il preparatore dei portieri Alberto Bartoli analizzano la situazione da veterani e grandi esperti del Sassuolo

In chiusura d'anno è il momento di tirare le somme insieme allo Staff tecnico neroverde con l'allenatore in seconda Andrea Tarozzi e il preparatore dei portieri Alberto Bartoli. I due sono da anni parte della società di piazza Risorgimento e hanno contribuito a far sì che diventasse una grande squadra. Sopravvissuti al 'ricambio' estivo, i due hanno potuto imparare dagli errori della scorsa stagione: sono cambiati squadra guida e obiettivi, ma soprattutto, secondo Tarozzi e Bartoli, l'elemento più importante è stato quello di deresponsabilizzare la squadra. Partire senza pretese per vedere dove si può arrivare giorno dopo giorno.

"I nuovi arrivati - ha detto Tarozzi - sono stati bravissimi a entrare subito nell'ambiente e a capire cosa voleva mister Pea. I 'vecchi' stupiscono ogni giorno di più e tirano sempre fuori energie nuove. L'errore dell'anno scorso è stato quello di caricare troppo l'ambiente". Si è parlato molto di 'spirito di squadra' in questo Sassuolo e Bartoli conferma: "La forza è il gruppo coeso. Non ci sono singoli che abbiano meritato più degli altri e in Serie B questo è il segreto. Poi ci sono squadre più attrezzate che alla lunga torneranno a salire in classifica, ma il Sassuolo meglio di così non poteva fare".


Uno degli elementi di novità di questa stagione, che il presidente Carlo Rossi ha definito il miglior acquisto, è Fulvio Pea, una delle rivelazioni dell'intero campionato di Serie B. "Pea è molto esigente e ha una grande passione per lo studio dei dettagli - ha spiegato Tarozzi -; questo invoglia anche noi a fare il massimo. Per me questo è un anno gratificante, il primo da allenatore in seconda e sto cercando di dare tutto quello che ho. Con il Mister sono in costante contatto, ci mandiamo anche i messaggi ad orari notturni perché, per preparare le gare con la sua cura e la sua passione, 24 ore sono poche, perciò bisogna sfruttarle tutte. Svegliarmi la mattina con i suoi messaggi in cui spiega già ciò che c'è da fare - conclude Tarozzi - mi da la carica e mi fa sentire importante".

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