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Martedì, 18 Giugno 2024
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I soci di Modena Fc 1912 si presentano: Gibellini presidente e 16 milioni di investimento

Debutta con un incontro riservato alla stampa locale la società coagulata intorno all'avvocato Giampiero Samorì che punta a rilevare il club canarino all'asta fallimentare. Carte in tavola in attesa del Comune

All'insegna di quella che potremmo definire "operazione trasparenza" si è presentata ufficialmente oggi pomeriggio - data che coincide con il 106esimo anno dalla fondazione del club geminiano - la nuova compagine societaria Modena Fc 1912, composta da dieci imprenditori che si candidano alla guida e alla "resurrezione" della squadra gialloblu. Ne fanno parte: Gianni Gibellini, Maurizio Setti, Edoardo Rossetti, Giampiero Samorì, Graziano Verdi, Maurizio Bratomi, Giovanni Improta, Giovanni Palma, Antonio Tazzioli e Carlo Alberto Bulgarelli.

La società ha l'obbiettivo di acquisire il marchio del club gialloblu all'asta fallimentare e a riprendere l'attività sportiva, auspicabilmente dalla Serie D. Ancor prima che in tribunale, tuttavia, le formalità che attendono la neonata società riguardano il bando pubblicato dal Comune di Modena, che si pone l'obbiettivo di vagliare tutte le proposte imprenditoriali che giungeranno.

A guidare formalmente il gruppo di imprenditori è l'istrionico Gianni Gibellini, che ricopre la carica di presidente. Sul piatto sono stati annunciati investimenti per 16 milioni nel prossimo triennio, che da un lato puntino a far ricominciare da zero l'attività sportiva vera e propria e dell'altro rilanciano l'idea della costruzione di un vero e proprio centro sportivo.

Si tratta di un punto chiave del progetto industriale della società, che unirebbe nelle intenzioniimpianti per lo svolgimento di numerosi sport - non solo calcio, dunque - a servizi ricettivi e commerciali. Questo per puntare a garantire alla società condizioni di autofinanziamento: è proprio questo il punto su cui ha insistito l'avvocato Samorì indicando la necessità di raggiungere una autosufficienza economica che non debba reggersi sempre sulle buone intenzioni dei "mecenati di turno, sul modello vincente dei migliori club europei.

La società non ha però nascosto preoccupazioni circa la debolezza del bando proposto dal Comune, del quale sono state evidenziate alcune lacune, come ad esempio la mancata richiesta di garanzie alle società che si presentano (ad eccezione di una fideiussione irrisoria da 50mila euro, ndr) e l'arco temporale troppo breve, limitato ai prossimi tre anni. Per questo e per altri motivi lo stesso Samorì ha invocato trasparenza nelle valutazioni che l'amministrazione effettuerà a maggio e ha soppesato con parole precise il ruolo centrale che il Comune ha voluto ascriversi: "Questa sarà la squadra del sindaco", ha sottolineato.

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