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Doping, il Tribunale squalifica a vita Riccardo Riccò

Si chiude, salvo ricorso, la triste vicenda legata al ciclista formiginese, il quale da diversi anni ha già di fatto appeso la bici al chiodo

Riccardo Riccò non potrà più prendere parte a gare ciclistiche. Lo ha stabilito la prima sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, che ha deliberato la squalifica a vita per l'ex ciclista formiginese, protagonista di una rapida ascesa ai vertici mondiali della disciplina e di una drammatica caduta. Riccò è stato anche condannato al pagamento di 4.000 euro e alle spese del procedimento

"Aspettiamo di conoscere le motivazioni della sentenza della prima sezione del Tribunale Nazionale Antidoping. Le esamineremo e poi decideremo se ricorrere", ha dichiarato all'Adnkronos il legale di Riccardo Riccò, Fiorenzo Alessi. "Abbiamo chiesto al Tna di essere ascoltati ma non ci hanno dato udienza -aggiunge Alessi-. In ogni caso, se alla fine di questa vicenda fosse confermata la squalifica a vita, Riccardo sarebbe in un gruppo d'eccellenza con grandi ciclisti come Lance Armstrong vincitore di 7 Tour e Danilo Di Luca vincitore al Giro".

In ogni caso, ricorso o meno, la carriera del "Cobra" è ormai un lontano ricordo. Da anni infatti Riccardo Riccò ha detto addio ad ogni velleità agonistica e insieme alla moglie gestisce una gelateria a Vignola.

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