"Apartheid" in discoteca a Modena? Intervista ad Abi Zar

Intervista ad Abdul Zar, il ragazzo a cui è stata indicata la fila vuota della discoteca Kyi gestita dal Mo.Ma

Abdul ha 27anni ed è cresciuto a Cavezzo, dopo essersi laureato in Giurispridenza presso Unimore ora si trova a Londra per proseguire gli studi presso la University of Westminster, dove lo abbiamo raggiunto per una veloce intervista via web.

Lo scorso venerdì sera Abdul Zar, per gli amici Abi, si presenta con gli amici alla discoteca Kyi di Baggiovara, ad una serata organizzata dal Mo.Ma. Mentre è in coda con altri gli viene detto di andare in un'altra fila che è vuota, lui non capisce e gli rispondono "E' la regola". Abi non afferra cosa sta accadendo e chiede spiegazioni, ma gli viene ripetuto che "E' la regola". I suoi amici insistono con i responsabili che rimanga con loro e allora il ragazzo che distribuisce i braccialetti sentenzia: "Per questa volta puoi rimanere qui."

Tornato a casa, Abi scrive il suo racconto in un post su Facebook e va alla Polizia a denunciare il fatto. Il suo caso diventa presto virale e viene ripreso anche dai mass media, suscitando grande clamore e infinite polemiche.

Abdul viene a sapere, sempre grazie al suo post sui social, che un altro ragazzo era successa la stessa cosa e gli era stato detto che "Quella era la fila per gli extracomunitari." Secondo quanto spiegato dal 27enne, l'unico che si è scusato è Anania, il gestore del Kyi, locale che ha preso le distanze dai gestori della serata, ovvero dal Mo.Ma, i quali non hanno ancora chiesto scusa o dato spiegazioni dell'accaduto.

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