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VIDEO | Il Covid19 non ha fermato l’attività del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia

 

“Durante questa pandemia, che dura ormai da 14 mesi – spiega il dottor Giuseppe Longo, Direttore del Dipartimento ad Attività Integrata di Oncologia ed Ematologia – grazie al lavoro di tutti la nostra attività non solo è continuata ma è addirittura aumentata. Nel 2020, infatti, abbiamo svolto complessivamente come dipartimento 17948 visite, circa cinquecento visite in più del 2019, trend confermato anche dai dati dei primi tre mesi del 2021 con 9764 visite effettuate. Se analizziamo, poi i trattamenti infusivi effettuati nel 2020 (24.000), registriamo un aumento di mille trattamenti rispetto al 2019. Nei primi tre mesi di quest’anno siamo già a 8.000. Questo aumento di trattamenti è anche motivato dal fatto che il continuo miglioramento delle terapie a nostra disposizione ha aumentato la sopravvivenza nella maggior parte delle neoplasie oncoematologiche e quindi possibilità di effettuare più cicli di terapie infusive. Abbiamo quindi lavorato a pieno regime. È da segnalare, però, una leggera diminuzione delle nuove diagnosi, soprattutto nei primi mesi di pandemia a causa la paura dei pazienti di venire in ospedale, unita alla sospensione di alcune attività di screening e alla riduzione delle diagnostiche invasive intraoperatorie. Già a partire dall’estate scorsa questa tendenza si era invertita e i dati dei primi mesi di quest’anno sembrano confermare il ritorno a regime anche delle diagnosi”.

Il vaccino per i pazienti COVID19

“Per i pazienti onco-ematologici – continua il dottor Longo – è fondamentale e sicuro vaccinarsi. Fondamentale, perché il COVID è pericolosissimo per i pazienti oncologici, sicuro perché i vaccini loro destinati basati sulla tecnologia RNA non hanno controindicazioni. Per questo motivo le linee guida prevedono che venga somministrato ai pazienti oncoematologici in trattamento attivo e a quelli che lo hanno terminato da meno di sei mesi. Noi, addirittura, cerchiamo di vaccinare anche poco prima dell’inizio del trattamento o negli intervalli tra uno e l’altro ciclo in modo da massimizzare la risposta immunitaria. La risposta dei nostri pazienti è stata entusiastica e il nostro piano vaccinale è già molto avanzato. Su 2500 pazienti circa che hanno le caratteristiche per essere candidabili alla vaccinazione, 2100 sono già vaccinati o hanno la prenotazione per il vaccino. Gli altri saranno vaccinati a breve”.

La pericolosità del COVID19

“I pazienti oncologici hanno purtroppo un rischio maggiore di morte per COVID che può andare da 2 a 4 volte con punte anche di cinque volte per i mielomi, nelle leucemie e nei linfomi è ancora più alta la mortalità. Può sorprendere che una patologia considerata soprattutto respiratoria come il COVID19 colpisca più duramente pazienti con malattie del sangue o del sistema nervoso centrale. Il COVID19, però, è una patologia sistemica che, come sappiamo, ha importantissime e gravissime manifestazioni anche sul sistema circolatorio e su quello nervoso.” Spiega il dottor Longo.

La mortalità del tumore rispetto al COVID19

“Nonostante il miglioramento delle terapie, la mortalità per tumore in Italia è tutto sommato costante da anni, attestandosi su 170.000-180.000 decessi all’anno. I dati ISTAT recentemente pubblicati si riferiscono a due mesi e parlano di 30.000 morti, un dato che se proiettato sui 12 mesi non si discosta troppo da quello storico. Piuttosto sono aumentati il totale dei morti in termini assoluti, in Italia nel 2020 sono morti ben 100.000 persone in più rispetto alla media dei 4 anni precedenti. Ciò ha anche cambiato le percentuali di decesso delle altre patologie un po’ perché il COVID19 prima non c’era e ha conquistato purtroppo molte posizioni in questa drammatica classifica. Un po’ perché sono calati i decessi per cause come gli incidenti stradali in virtù della minore circolazione delle persone e dei mezzi, soprattutto nelle prime fasi del lockdown. Insomma – conclude Longo – la comparsa del COVID19 ha rimodellato le percentuali delle cause di morte ma non ha cambiato di fatto il numero assoluto di decessi per malattie onco-ematologiche”

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