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A tavola con gli assi del volante, un "Menù dei Motori" ricco di aneddoti

 

"Ma cosa ti sei mangiato oggi?", un'espressione che a volte usiamo per sottolineare l'estrema vitalità di una persona che ci sta vicino. In occasione del Motor Valey Festival di Modena la domanda che si sono fatti è 'cosa mangiavano gli assi del volante?', persone anch'esse assai vitali. Forse nasce cosi' l'idea del "Menu dei motori", un'iniziativa proposta dal Consorzio Modena a Tavola in occasione del Motor Valley Festival, l'evento dedicato al mondo del Motorsport in programma a Modena fino a domenica 19 maggio.

Un percorso che intreccia la storia ufficiale dei motori con vicende personali, private, che in questo caso passano attraverso gli aneddoti che a volte diventano vere e proprie leggende e i ricordi di alcuni dei ristoratori che accoglievano i piloti nei loro ristoranti. Cibo e motori, gioie e rischio bruciori? Non si sa, dipende da cosa mangi e quanto mangi. Nel caso dei campioni dal fisico scolpito dall'allenamento e dalla voglia di andare veloce forse la tenuta dello stomaco era sopra la media e li aiutava a digerire le amarezze in pista e a tavola. Bando alle ciance, dal Menu dei motori ci svelano che Renè Arnoux, John Surtees, Phil Hill, Frolilan Gonzales, Chris Amon e Gilles Villeneuve, a tavola non sapevano dire di no ad un piatto di tortellini, anche se, a dire il vero il neozelandese Amon e il canadese Villeneuve preferivano la variante meno ortodossa, quella alla panna. Diciotto dei ristoranti aderenti al Consorzio Modena a tavola offrono la possibilità di scoprire e di assaggiare i piatti preferiti dai piloti e dai personaggi legati al mondo dell'automobilismo.

Gli organizzatori sottolineano che in particolare sono due i ristoratori che hanno permesso di creare i Menu dei motori: Lauro Malavolti del ristorante, Da Lauro, per anni punto di riferimento della cucina modenese, era meta fissa anche di Enzo Ferrari, Clay Regazzoni, Michele Alboreto, e Claudio Camola titolare della Piola dell'Ortica. Tornando 'a tavolà, dal Menu dei motori scocciolano ancora qualche chicca gastronomica a 'quattro ruotè: Didier Pironi', ad esempio, amava gli stricchetti con pancetta e rucola, mentre Piero Taruffi non sapeva dire di no agli gnocchi al gorgonzola; Michele Alboreto apprezzava le fettine di fegato alla griglia con fiori di zucca fritti, Clay Regazzoni le animelle alla parigina trifolate, mentre, per dessert, era solito ordinare zuppa inglese o gelato di crema con whiskey. Parla l'esperto. "Il collegamento tra buona e cucina e motori direi che nasce in modo naturale. Parliamo di una unione virtuosa che restituisce all'appassionato o al semplice curioso l'atmosfera autentica della Motor Valley, in cui il profumo della benzina e quello del brodo di cappone convivono senza alcun problema- sottolinea il presidente di Modena a Tavola, Stefano Corghi-".

E a proposito di aneddoti, leggenda vuole che John Barnard, alla guida del team Ferrari di F1 alla fine degli '90, abbia chiesto ai meccanici di rinunciare completamente al lambrusco. La risposta fu decisamente "frizzante". A raccontare questo spaccato di vita è Luciano Guerri allora meccanico Ferrari e oggi, col figlio Simone, titolare del ristorante la Busa di Spilamberto, vero e proprio tempio della cucina tradizionale -immancabile il carrello dei bolliti- e da sempre casa di piloti e tecnici.

(DIRE)

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