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Domenica, 26 Maggio 2024

VIDEO | "Dalla perizia sui pantaloni si vedrà se Gaaloul era o no sul luogo del rogo"

Continuano le udienze del procedimento penale relativo alla morte di Alice Neri, 32enne di Ravarino il cui cadavere è stato ritrovato carbonizzato nelle campagne di Concordia il 18 novembre scorso.

Oggi, presso il Tribunale di Modena si è tenuta l'udienza di conferimento dell'incarico ai periti, cinque in totale: uno per l'analisi del DNA, uno per le impronte, un chimico, un informatico e uno per lo studio delle immagini. Questi dovranno scandagliare i reperti, e depositare una relazione che aiuti a fare emergere quanto accaduto quella fatidica notte, nel rispetto dell'obbligo di verità cui sono sottoposti. Ammessi anche i consulenti tecnici di parte: quattro della difesa di Gaaloul (un informatico, uno per le immagini, un chimico e un medico legale), uno della famiglia Neri e due del marito di Alice Nicholas Negrini. Tra questi ultimi, vi è anche il generale Garofano, noto ex comandante dei Ris di Parma che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo sulla scena del crimine.

Intervistato al termine dell'udienza, Garofano ha riferito che gli accertamenti sui reperti ammessi inizieranno il 5 e 6 aprile prossimi: "è evidente che ci troveremo di fronte a tracce molte compromesse, quindi partiamo in salita: ma mai dire mai". Sulla sua opinione sul caso non si sbilancia: "sulla responsabilità o meno del signor Gaaloul ci rimettiamo alle indagini della Procura: noi siamo dei tecnici e aspettiamo i risultati delle analisi".

Tra i reperti sui quali si gioca la partita più importante, vi sono un paio di pantaloni rinvenuti a casa del principale indiziato, a proposito dei quali l'Avv. Roberto Ghini, difensore di Mohamed Gaaloul, afferma: "è stato ammesso l'incidente probatorio sul reperto che io reputo più importante: i pantaloni". Su di essi ci sarà un duplice accertamento: in un primo momento dovranno essere valutate le immagini delle telecamere per verificare che i pantaloni siano quelli indossati da Gaaloul la notte del 18 novembre, e qualora questo esame avesse un riscontro positivo si passerà all'accertamento dell'eventuale presenza sugli stessi di tracce di fuliggine e accelerante. Come spiega il difensore, è proprio dall'esame di questi pantaloni che potrebbe dipendere il prosieguo della vicenda: "questo esame ci potrà dare un elemento per collocare o non collocare il mio assistito sul luogo del rogo". Secondo quanto riferito dall'Avv. Ghini, Gaaloul continua a mostrarsi collaborativo nella convinzione che gli accertamenti dimostreranno la sua totale estraneità ai fatti, e riporta un esempio: il principale indiziato avrebbe oggi fornito spontaneamente il codice pin del proprio cellulare affinchè potessero essere fatte le dovute verifiche sullo stesso.

Di parere diverso si è invece dimostrato l'Avv. Cosimo Zaccaria, legale della famiglia Neri: "manca una risposta da parte dell'unico indagato, Mohamed Gaaloul: a tre mesi dall'accaduto, il suo silenzio non ci permette di comprendere quale sia stato il suo comportamento nelle ultime ore di vita di Alice Neri". E se "tutti gli indizi sono indirizzati nei confronti di questa persona", l'Avv. Zaccaria afferma che, da parte della famiglia, ci sia comunque "una posizione di apertura volta alla ricerca della verità". Il legale poi pone l'accento su uno dei vari reperti trovati in occasione dei diversi sopralluoghi svolti: si tratterebbe di uno smartphone, dalla cui scheda si ricaveranno in tutta probabilità "il contenuto di informazioni e comunicazioni che permetteranno di mappare fino alla fine gli ultimi istanti di Alice".

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