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VIDEO | Infermieri nelle Covid-Room: "Hanno pianto, ma anche fatto feste di compleanno ai pazienti"

 

Dott. Giovanni Pinelli, Responsabile COVID ROOM Baggiovara: "In questi giorni stiamo vivendo la fase di riduzione di questa malattia. Basti pensare che la nostra Area Covid di Baggiovara ospita 31 pazienti, quando nel momento di massima affluenza abbiamo ospitato anche 90 persone. 

Nella drammaticità di quello che abbiamo vissuto, credo che tutto il sistema si sia arricchito di competenze e di esperienze umane. Nella tragedia ci sono stati aspetti positivi che sono tipici del sistema sanitario pubblico. Nel giro di 24 ore, infatti, nei nostri ospedali sono state chiuse e riconvertite intere unità operative, grazie al lavoro incredibile di tutti, dall’Ingegneria clinica ai facchini. Abbiamo aggregato medici e personale infermieristico di ogni unità operativa, che hanno lavorato insieme, mettendo da parte ogni personalismo. Siamo riusciti a fare squadra anche con gli ospedali periferici, gestendo insieme i pazienti più difficili. È questo, a mio avviso, il più grande risultato che ci portiamo a casa. 

Un accenno importante lo merita il personale infermieristico. Abbiamo avuto infermieri di area chirurgica proiettati in 24 ore in un’area medica dove il rapporto col paziente è estremamente diverso, più personale e dove quindi risulta molto più difficile abituarsi alla morte.  Li abbiamo visti piangere per la fatica e l’impatto emotivo. Li abbiamo, però. anche visti sorridere e fare il gesto dei pollici su (l’unico che si può fare) al ritorno di un paziente intubato che era rientrato dalla Terapia Intensiva e si avviava a un percorso di miglioramento. 

Abbiamo capito come alcuni aspetti del prendersi cura vadano incentivati. Ad esempio, i nostri infermieri hanno organizzato feste di compleanno per i pazienti costretti a vivere in solitudine. Ci siamo resi conto di quanto importante sia il valore della comunicazione in una malattia che rende soli. La tecnologia ci ha aiutato in questo, grazie anche ai device messi a disposizione dalla Regione tramite Lepida, che ci hanno consentito di effettuare le video chiamate tra i pazienti e i famigliari. 

Abbiamo capito molte cose sulla malattia, che prima non conoscevamo. Questa esperienza ci rende più forti e organizzati se dovesse ripresentarsi la malattia. Credo, quindi, che possiamo vedere molto più positivamente il futuro, pur con tutte le cautele del caso". 

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