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Segreti e curiosità del Palazzo Ducale di Modena

 

Quando si pensa ai luoghi più belli di Modena due sono al centro delle nostre attenzioni, ovvero il Duomo con piazza Grande e il palazzo Comunale da un lato, e dall'altro il Palazzo Ducale, oggi Accademia Militare, con piazza Roma. E passare dal primo al secondo luogo significa fare un salto di 4 secoli in sì e no tre minuti a piedi. E se sul duomo di Modena abbiamo raccontato vari aneddoti, è il momento di scoprire come mai il nostro Palazzo Ducale è così interessante e quali siano le storie che si nascondono dietro alle sue statue e ai suoi marmi. 

Prima di tutto quello che vediamo oggi è la residenza degli Estensi, ma prima di quel momento quel Palazzo non esisteva e al suo posto vi era un castello diroccato. In effetti quando gli Estensi fuggirono da Ferrara per venire a Modena si resero conto che la loro corte non poteva vivere nel castellaccio modenese e così costruirono il Palazzo Ducale grazie al duca Francesco I d'Este.

Tuttavia quel nome "castello" rimase impresso nella mente dei modenesi, che una volta costruito il Palazzo Ducale continuarono a chiamare l'edificio il "castello" e questa cosa è giunta anche ai giorni nostri. Infatti se la piazza antistante il Palazzo è chiamata Piazza Roma, in realtà alcuni anziani modenesi la chiamano ancora Piazza Castello. A cui si aggiunge poi una leggenda molto particolare perché infatti secondo quanto viene raccontato dai modenesi un po' meno giovani, sembrerebbe che sia ancora in piedi un muro del precedente edificio, che sarebbe visibile osservando la torre a destra, quella più vicina a Canalgrande.

Se fossimo vissuti nel Seicento o nel Settecento all'interno del Palazzo Ducale avremmo trovato le statue, i quadri e le opere d'arte in genere che oggi troviamo nella Galleria Estense, tra cui ovviamente il famoso busto di Francesco I del Bernini. Quelle opere d'arte servivano ai duchi Estensi per motivi non solo estetici, ma anche politici. Infatti, quando i capi di Stato stranieri venivano in visita a Modena dovevano rimanere a bocca aperta, anche perché gli Estensi non avevano certo terre o eserciti paragonabili a quelli della Francia o della Spagna o dell'Austria, tuttavia l'arte era diventata la migliore arma di diplomazia.

E insieme all'arte vi era anche il buon cibo. Infatti, sono numero i racconti di principi, re e duchi stranieri che nelle missive scambiate con gli Estensi chiedevano prodotti enogastronomici. E tra i numerosi prodotti locali uno in particolare era il più richiesto, ovviamente l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. Gli Estensi lo producevano nelle mansarde del Palazzo Ducale e lo davano ai commensali non per condire l'insalata o la carne, ma alla fine del pasto come digestivo e da lì il termine Balsamico.

Per fortuna quando i nazisti occuparono modenesi non compresero il valore delle botti Estensi, scambiandole per normalissimo legno. E sempre legati all'occupazione nazista, ma anche napoleonica, è un altro elemento del Palazzo ovvero il Salottino d'Oro. Voluto dal duca Francesco III d'Este, è uno studiolo completamente in oro, come se ne potevano vedere in Austria e in Francia nel medesimo periodo. E furbamente Francesco III si fece costruire quel salottino in modo che fosse smontabile, e in casi di occupazione i suoi pezzi potessero essere nascosti negli scantinati del Palazzo Ducale così che nessuno li rubasse. 

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