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La Bonissima: la statua dei modenesi, dalle origini ancora misteriose

La statua della Bonissima è da sempre un simbolo di Modena, quanto un mistero per storici e modenesi. Infatti, di questa statua alta appena 137 cm e raffigurante una donna non si sa quasi nulla

 

La statua della Bonissima è da sempre un simbolo di Modena, quanto un mistero per storici e modenesi. Infatti, di questa statua alta appena 137 cm e raffigurante una donna non si sa quasi nulla. Tuttavia, la sua importanza è leggendaria, basti pensare che nel dialetto modenese la "Bonissma" è un modo per indicare una persona famosa, e questo fa capire quanto sia stata importante e nota nella storia modenese. Tuttavia sul cosa rappresenti e chi sia la donna raffigurata tante sono le versioni. 

Una cosa è certa, quando Bonifacio da Morano scrisse la frase "In quel tempo (1268) nell'ultimo giorno di aprile fu collocata la Buonissima, come statua di marmo nella piazza della città di Modena, davanti all'ufficio delle bollette" la Bonissima era già nota. E infatti per questo alcuni dicono che si chiami Bonissima perché di fatto rappresenta la Bona Estima, ovvero il luogo del commercio, della stima/misura, ma anche dello scambio di prestiti. 

La leggenda più diffusa vuole che si trattasse di una ricca dama che, in un periodo di carestia, aveva sfamato il popolo, chiedendo aiuto agli altri notabili della città. Così quando la carestia cessò la popolazione giunse al suo palazzo per festeggiare la sua bontà. Da quel momento diventò per tutti la Bonissima. Tale leggenda era rafforzata dalla identificazione, secondo il popolo, di una borsa in quella che è una piega della veste.

Tuttavia il termine Bonissima potrebbe non riferirsi a nessuna delle due spiegazioni precedenti. Ovvero, a Modena c'è una lapide di una donna che viene descritta come "Bona Dona" ovvero "Buona Donna" ed essa visse nel 570. Si tratta di Gundemberga, ovvero una "donna nobile e generosa"; come si evince dalla lapide conservata all'interno della cripta del Duomo di Modena. 

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