Le strade del centro storico di Modena. Perché si chiamano così?

Per conoscere la storia di una città bisogna conoscere il significato dei nomi delle sue vie e questa frase è più che ideale per raccontare Modena. Alcune storie le conoscono tutti come quella di via Emilia, che prende il nome dal console romano che la fece costruire nel III secolo a.C. ovvero Lepido Emilio Paolo e che congiunge quasi tutte le città della nostra regione, altre invece sono meno famose come vicolo Masone, una laterale di via Gallucci, che prende il suo nome dalla Maison del Templaire, ovvero dalla presenza durante il medioevo in quella strada di una casa appartenuta all'Ordine dei Cavalieri Templari. Modena racconta la sua storia attraverso i suoi canali come Canalgrande, che era il più largo della città, e Canalchiaro, che era quello con le acque più limpide, ma anche attraverso i suoi mestieri come nel caso di via dei Tintori, chiamata così perché lì vi erano le tintorie e non a caso è laterale di un'altra via legata all'acqua, ovvero via Canalino. Sempre relativo al mondo degli antichi mestieri vi è via Trivellari, in quanto le trivelle erano non solo fondamentali nell'economia modenese ma sono rappresentate nello stesso simbolo comunale, e probabilmente anche via Scudari ha origini simili. Più curiose sono Calle di Luca che deriva dai calli veneziani perché sotto il manto stradale vi è l'antico canale e in quel luogo si vedeva un grande mulino, così come Rua Freda chiamata così perché era considerata la più fredda della città. Infine, non si possono dimenticare Rua Muro, che prende il nome dalla presenza in passato delle mura proprio in quel luogo e per questo motivo la strada non è dritta ma leggermente ricurva, e vicolo Squallore il cui nome non è legato allo stato di salute della via ma allo Squallo, ovvero al fatto che fosse una via chiusa. 

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