Sassuolo, presidio ai cancelli delle ceramiche Oscar dichiarate fallite

Un periodo di crisi che in realtà dura da 6 anni e che si è concluso nel peggiore dei modi. Proteste davanti alla fabbrica sia oggi che domani

Resta alta la tensione tra i 96 dipendenti della Ceramica Oscar srl di Sassuolo, dichiarata fallita il 22 ottobre. A supporto degli sforzi di sindacati e rsu, che cercano di tutelare i posti di lavoro e garantire le necessarie coperture economiche dei lavoratori, è stato organizzato un presidio nelle giornate di oggi - giovedì 8 – e domani - venerdì 9 novembre - dalle 8 alle 14 davanti ai cancelli aziendali, in via Radici in Piano.

«I dipendenti sono confinati nel limbo della “sospensione”, come prevede l’art. 72 della legge fallimentare - sottolineano Antonino Carlo (Filctem Cgil Modena), Massimo Muratori (Femca Cisl Emilia Centrale), Letizia Giello (Fesica Confsal) e rsu – Per questo ci siamo attivati in tutti modi per cercare soluzioni. Dopo aver incontrato il curatore fallimentare, che ha confermato la situazione estremamente complessa e senza alcuna prospettiva di sostenibilità finanziaria dell’azienda, tanto da determinare una fermata totale di produzione, spedizioni, attività impiegatizie, e relativa sospensione di tutta la forza lavoro, abbiamo richiesto l’apertura di un tavolo istituzionale regionale allo scopo di verificare se c’è la possibilità di attivare gli ammortizzatori sociali».

Lunedì scorso 5 novembre si è svolto in Regione a Bologna un incontro avente all’ordine del giorno l’attivazione della cigs (cassa integrazione guadagni straordinaria), presenti il curatore fallimentare, le organizzazioni sindacali, Confindustria Ceramica, l’assessorato regionale alle Attività produttive e il sindaco di Sassuolo. Sindacati e rsu hanno sottolineato che, per effetto del fallimento senza esercizio provvisorio, il tribunale ha sospeso i lavoratori a tempo indeterminato. «Questo significa – spiegano Carlo, Muratori e Giello – che, se non si risolve in fretta la situazione, essi rimarranno sine die senza retribuzione, per cui c'è assoluta necessità di attivare un ammortizzatore sociale che li sostenga fino a quando non subentrerà ad Oscar una nuova proprietà».

I sindacati e i loro delegati hanno poi evidenziato che la tensione sociale è talmente alta che rischia di sfuggire di mano. Molti dei 96 lavoratori sono entrati in forte difficoltà economica, alcuni hanno chiesto di sospendere il pagamento di rette, bollette e mutui. Non bisogna, infatti, dimenticare che queste persone sono reduci non solo dalla crisi e fallimento di Oscar, ma da un lungo periodo di crisi e poi di concordato (dal 2012) dell’ex proprietà, conclusosi con l’acquisto da parte dell’attuale imprenditore egiziano.

«Dall'esame congiunto in Regione è emerso che, vista l’attuale normativa ed essendoci la volontà di arrivare a una continuità totale dell'azienda intesa come insieme di beni e servizi ed essendo già pervenuta qualche manifestazione di interesse al subentro, ci sono tutte le condizioni per ottenere l’autorizzazione all’ammortizzatore sociale da parte del Ministero competente – sostengono Filctem Femca Fesica – È l’unico strumento in grado di garantire un minimo di copertura economica e restituire speranza alle famiglie dei lavoratori, in attesa che si prepari l’asta. Il sindaco Pistoni e i rappresentanti dell’assessorato regionale guidato da Palma Costi hanno dato la loro piena disponibilità e tutto l’appoggio possibile, ciascuno per la parte di competenza, affinché la situazione si evolva in positivo. Il testimone ora passa al giudice delegato del tribunale di Modena, al quale il curatore presenterà la richiesta di attivazione della domanda di cigs rendicontandone costi e benefici. Tutto questo in attesa – concludono i sindacati - che si possa arrivare al più presto al tavolo ministeriale, il solo che può autorizzare l’ammortizzatore sociale».

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