Incidenza degli stranieri, Emilia prima in Italia. Cifre triplicate in 15 anni

Sono oltre mezzo milione quelli residenti in regione. Modena è terza provincia con il 13,3%, percentuale che si è triplicata negli ultimi 15 anni. Tra i nuovi nati sono però il 24 %. Versano 1,2 milioni di tasse, ma guadagnano un quarto in meno degli italiani

Anche quest'anno, l'Emilia-Romagna si attesta come prima regione italiana per incidenza di residenti stranieri sul totale della popolazione (12,3%), superando di poco più di mezzo punto la Lombardia, piazzatasi seconda (11,7), e di quasi 4 punti il dato medio nazionale (8,5). È questo il dato principale emerso dal Dossier statistico immigrazione 2019, rapporto annuale che analizza il panorama migratorio a livello europeo, italiano e regionale, presentato nei giorni scorsi. 

Secondo il report, i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna al primo gennaio 2019 erano 551.222, in crescita del 2,3% rispetto all'anno precedente: si tratta del valore più alto della serie storica relativa alla regione. La crescita registrata negli ultimi due decenni è stata molto rapida, basti pensare che, nel 2003, l'incidenza era del 4%, poi più che raddoppiata nel 2008 (8,6) e ulteriormente salita fino al precedente picco del 2013 (12,2). In continuità con gli anni scorsi, l'incidenza dei cittadini stranieri è più marcata nelle province orientali: salgono sul "podio" Piacenza (14,8%), Parma (14,2) e Modena (13,3), ma anche Reggio Emilia (12,4) è sopra la media regionale. Relativamente meno accoglienti Bologna (sesta al 12%) e i capoluoghi romagnoli. Fanalino di coda per Ferrara (9,4%), staccata di 1,6 punti percentuali da Forlì-Cesena, penultima a 11.

In Emilia-Romagna sono presenti 170 comunità differenti. La Romania è la nazione più rappresentata: il 17,3% degli stranieri presenti in regione è rumeno. Seguono Marocco (11,1) e Albania (10,6). Indicativo il fatto che l'insieme di queste tre comunità - le uniche a valicare la doppia cifra - arrivi quasi al 40% della popolazione straniera regionale. I rumeni sono la nazionalità più consistente in tutte le province dell'Emilia-Romagna, ad eccezione di Modena e Reggio Emilia, dove lo storico insediamento marocchino è ancora più rilevante, e Rimini, unica provincia ad accogliere per lo più albanesi. Analogamente a quanto accade a livello nazionale, in tutte le province le donne sono in maggioranza (52,9%). Interessante rilevare come le comunità dell'Europa centro-orientale si distinguano per una netta predominanza femminile. Al contrario, marocchini e albanesi son in leggera prevalenza maschi. 

Forti di un'età media di circa 34 anni contro 47, gli stranieri sono nettamente più giovani rispetto agli autoctoni. Le fasce più giovani della popolazione sono, di riflesso, quelle in cui si registra la maggiore incidenza di stranieri: circa il 18% dei bambini tra gli 0 ed i 14 anni ha cittadinanza di un paese estero, percentuale che lievita fino al 20 se si considerano solo i bambini sotto i 10 anni. Diversamente, solo il 5% degli over 50 e il 2% de gli ultra-64enni è straniero. All'1 gennaio 2019, il 16,6% dei minori residenti in Emilia-Romagna era straniero. Inoltre, quasi un quarto (24,3%) dei bambini nati nel 2018 è di origine estera (la media nazionale è del 14,9%).

In Emilia-Romagna, gli stranieri rappresentano il 12,5% della popolazione lavorativa (251.462 su 2 milioni di persone). Rispetto al 2017, si è registrato un calo di 4.500 unità. In media, gli stranieri guadagnano il 24% in meno degli italiani, complice il fatto che le attività professionali da loro svolte siano principalmente manuali o assistenziali. Inoltre, il 40% è sovra istruito rispetto al suo impiego. L'apporto economico in termini di tasse versate garantito dagli stranieri sia di 1 miliardo e 260 milioni di euro, mentre i contributi previdenziali versati all'Inps ammontano a 1,5 miliardi.

(fonte DIRE)

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