Riolunato, la diga inquina lo Scoltenna "Limi riversati senza controllo nel torrente"

Legambiente torna all'attacco sull'eco-disastro del torrente Scoltenna: «Gli sversamenti di limo dalla diga stanno continuando. L'ecosistema fluviale è gravemente compromesso»

Nell’elenco dell’Ufficio Dighe di Milano, al 6 maggio scorso, l’invaso di Riolunato è schedato ancora come «a regime normale». Cosa c’è di strano, direte voi? «Il problema è che dovrebbe essere classificato come ‘invaso limitato’ – spiega l’architetto Alberto Mazzoni di Legambiente  – almeno se si prende per buono quanto dichiarato da Enel, che gestisce la diga, per motivare gli sversamenti nel torrente». Così scoppia una nuova guerra di numeri sull’inquietante ‘caso’ della diga. Sarebbero «cinquanta i chilometri di corsi d'acqua invasi a tutt’oggi dai limi sversati». Cosa gravissima, anche perché, sostengono da Legambiente, «la Commissione Ministeriale, approvando il progetto di ristrutturazione, aveva ordinato che i limi da eliminare dovessero essere rimossi e trasportati con automezzi in un’area appositamente individuata. Non sversati selvaggiamente nel fiume».

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«E non è stato chiarito – spiega quindi Mazzoni – se i limi dispersi contengano sostanze inquinanti o tossiche, né tantomeno è stata spiegata la presunta situazione di pericolo derivante dal gravame dei limi nella diga, a causa della quale sarebbe stato ‘indispensabile’ procedere con urgenza alla loro dispersione».  «Enel sta continuando ad inquinare il fiume, riversando altre tonnellate di fango e detriti nel torrente» sostiene quindi Legambiente Modena. Dopo la prima ‘fase’ (conclusa l’8 febbraio 2011) le operazioni di dispersione sarebbero aumentate «nonostante gli appelli, le segnalazioni e le denunce». «Senza contare - sostiene quindi Emilio Salemme - che fino a Vignola gli agricoltori non riescono più ad irrigare i campi a causa del fango».

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