Abbattere le nutrie? "Crudeltà che non porta risultati"

Questione nutrie, scienziati e veterinari concordi con Enpa in un convegno svoltosi a Parma: inutili gli abbattimenti, i soli metodi efficaci sono quelli ecologici

"Le metodologie cruente sono del tutto inutili per la gestione della fauna selvatica; per questo, oggi più che mai, è necessaria una inversione di tendenza". E' quanto hanno sostenuto, con incontrovertibili argomentazioni scientifiche, gli autorevoli relatori - studiosi e veterinari – intervenuti all'incontro pubblico sulla “questione nutrie" svoltosi di recente a Parma con l'università di Parma, la Prefettura, il Consorzio di Bonifica Parmense e Coldiretti.

«E' giunto il momento, per tutti, di cambiare strategia e di applicare i metodi ecologici ricorrendo non solo alla sterilizzazione o al posizionamento di reti anti nutria, ma prestando, anche e soprattutto, una maggiore attenzione all'inclinazione degli argini troppo spesso totalmente spogli, o al ripristino degli habitat e di una agricoltura di qualità in armonia con la scienza e con i tanti, positivi progetti presentati oggi nell'incontro. Dobbiamo – ha aggiunto la consigliera Enpa Lella Gialdi - partire proprio dalla tutela del territorio, fortemente interessato dall'agricoltura intensiva».

Una posizione, questa, che la Protezione Animali sostiene e promuove da tempo. «Per anni è stato fatto credere al mondo agricolo che l'unica soluzione possibile per presunti danni da fauna era lo sterminio degli animali – precisa Andrea Brutti dell'ufficio fauna selvatica di Enpa – ma a nostra avviso si tratta una visione creata apposta per dare agli agricoltori un qualche tipo di “risposta”, ancorché del tutto fuorviante, e per accontentare anche il mondo venatorio, troppo spesso chiamato in causa per la gestione faunistica».

«Basta, quindi, prendersela con gli animali e basta promuovere campagne diffamatorie contro di loro; è invece necessario ricorrere a soluzioni eticamente accettabili, scientificamente valide e realmente al passo con i tempi. Proprio come hanno detto e dimostrato gli scienziati presenti all'incontro, i quali hanno sottolineato l'impossibilità di ottenere risultati validi percorrendo la strada dell'eradicazione, una pratica abbandonata dalla stessa UE perché del tutto inutile a contrastare la presenza degli animali sul territorio. Ucciderli non serve a nulla: l'esperienza maturata in più di 20 anni di abbattimenti "selettivi" ci dice che è finalmente giunto il momento di puntare sugli unici metodi realmente efficaci, quelli ecologici e cruelty free».

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