Giovane fermato per il rogo di Mirandola, un "fantasma" con diverse identità

I Carabinieri hanno fermato uno nordafricano che ha fornito generalità false, dichiarandosi minorenne. Una settimana fa era stato fermato per un controllo a Roma, dove si era dichiarato maggiorenne. Aveva rubato un giubbotto antiproiettile nella sede dei vigili

Non si sa ancora come mai si trovasse a Mirandola e non si hanno certezze neppure certezze sulla sua identità. E' ancora buio fitto sul giovane straniero che è stato fermato dai Carabinieri e trattenuto in quanto unico sospettato per l'incendio alla sede della Polizia Municipale che ha causato due morti, feriti gravi e molti intossicati. Secondo quanto ricostruito, il ragazzo sarebbe entrato nella caserma di via Roma dopo aver forzato una porta, con l'intenzione di commettere un furto. Sono stati i rumori causati all'interno degli uffici a svegliare gli inquilini del piano superiore dello stabile, che dopo essersi affacciati alla finestra hanno notato il giovane allontanarsi a piedi e hanno dato l'allarme ai Carabinieri. Una "gazzella" che transitava in zona ha bloccato immediatamente il sospettato.

Il ragazzo aveva con sè un giubbotto antiproiettile, un cellulare di servizio e tre cappellini della municipale, oltre a due coppe - riconoscimenti sportivi di scarso valore economico - e un accendino, con il quale si suppone abbia innescato il rogo che ha poi consumato il piano terra dell'edificio. Non sono chiare le ragioni che hanno portato ad appiccare il fuoco, una scelta probabilmente priva di ogni logica e non legata a rancori o vendette.

Infatti, lo straniero non pare avere nessun legame con Mirandola. Come detto, la sua identità è ancora un mistero: ai militari ha dichiarato di essere un minorenne proveniente dal Marocco, ma l'informazione potrebbe essere falsa. Il ragazzo era stato fermato lo scorso 14 maggio nel corso di un controllo avvenuto in modo casuale a Roma,dichiarando in quella circostanza di essere un maggiorenne algerino. Nei database delle forze dell'ordine è presente con vari alias, cui sono attribuiti precedenti e anche un ordine di espulsione non rispettato. Le prime tracce risalgono a un anno e mezzo fa, quano era già stato espulso alla fontiera di Ventimiglia. L'esame auxologico svolto oggi su indicazione della Procura della Repubblica di Modena avrebbe certificato la sua maggiore età.

Al momento si ipotizzano i reati di incendio doloso e di furto, mentre il decesso dell'anziana e della sua assistente sarebbero da un punto di vista penale classificate come "morte come conseguenza di altro reato".

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Secondo quanto ricostruito, il nordafricano era comparso per la prima volta a Mirandola proprio un paio d'ore prima di finire in manette. Il ragazzo si era infatti presentato presso l'ospedale Santa Maria Bianca accusando un malore per il freddo, tanto che i medici avevano accertato lo stato di ipotermia e lo avevano sistemato su un letto con una flebo. Il paziente era però particolarmente agitato, tanto che si era strappato l'ago e si era allontanato da solo facendo momentaneamente perdere le proprie tracce.

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