Frode sulle accise dei prodotti petroliferi, arrestato un imprenditore di Carpi

La Finanza ha arrestato cinque persone e sequestrato beni per oltre 1 milione di euro, nell'ambito di un'inchiesta nata a Pistoia, dove transitavano prodotti introdotti illecitamente in Italia. Coinvolto l'imprenditore Simone Sidoti

La Guardia di Finanza di Pistoia ha concluso nelle scorse ore un’indagine di polizia economico-finanziaria che ha consentito di individuare un’associazione a delinquere dedita all’introduzione in Italia e al commercio di prodotti petroliferi evadendo l'imposta.

I militari hanno dato esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal g.i.p. del tribunale di Pistoia nei confronti di due persone domiciliate a Pescia, una a Montecatini Terme, una a San Casciano Val di Pesa e un'altra a Carpi, oltre a tre provvedimenti di obbligo di dimora per altri tre indagati. Contestualmente, è stata data esecuzione al sequestro preventivo - finalizzato alla confisca diretta – di beni mobili e immobili, comprese somme di denaro per oltre 1 milione di euro riconducibili agli indagati, oltre a due autobotti e due cisterne di proprietà di una società pistoiese coinvolta nella truffa.

Il carpigiano coinvolto è un volto noto dell'imprenditoria locale e nazionale, Simone Sidoti. A suo carico gli inquirenti ipotizzano un ruolo di punta nel promuovere l'organizzazione criminale, sia attraverso due imprese a lui riconducibili che commercializzano in prodotti petroliferi, sia attraverso un ruolo di "contabile" per l'intera organizzazione.

Le indagini sono state avviate a seguito del sequestro di un’autobotte proveniente dalla Germania che trasportava un ingente quantitativo di prodotto petrolifero per autotrazione, illecitamente introdotto attraverso l’utilizzo di falsa documentazione fiscale. 

All’esito delle investigazioni, le fiamme gialle hanno denunciato complessivamente 11 soggetti per le ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione all’accertamento e al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici, alla violazione della normativa in materia di trasporto di prodotti soggetti ad accisa, al falso in atto pubblico, alla truffa ai danni dell’amministrazione finanziaria e all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

I prodotti petroliferi ad uso autotrazione venivano rivenduti a prezzi estremamente concorrenziali, attraverso operazioni fraudolente effettuate mediante societa’ di “schermo” appositamente costituite (una di pistoia ed una di scandicci), alterando in tal modo le regole del mercato in danno degli operatori onesti.

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