Sprangate al rapinatore che morì dopo due anni di coma, assolto il custode del bowling di Formigine

Il Tribunale ha riconosciuto la legittima difesa a vantaggio del 42enne che quattro anni or sono intervenne per sventare una rapina nel locale di via Giardini. Il 28enne albanese morì nel 2017

Parola fine sulla vicenda giudiziaria che vedeva alla sbarra il 43enne custode del Bowling Club di Formigine, imputato per omicidio a seguito dei fatti avvenuti nella notte del 18 novembre 2014, quando il locale di via Giardini fu teatro di un tentativo di furto finito nel sangue. Quella notte di quattro anni fa, infatti, tre cittadini albanesi tentarono il colpo, con l'intenzione di ripulire le slot e gli altri giochi elettronici presenti nella sala del bowling. Mentre uno rimase a fare "il palo", due entrarono nell'edificio dopo aver forzato una finestra, ma si trovarono a tu per tu con il custode.

L'epilogo fu drammatico: mentre uno dei due ragazzi riuscì a fuggire, il secondo fu invece colpito con una sedia e una spranga di metallo dal sorvegliante. Nonostante il colpo, il 28enne riuscì a fuggire, salvo poi accusare la ferita al capo e perdere i sensi in un'aiuola, dove fu ritrovato qualche tempo dopo. In quell'occasione i Carabinieri individuarono e arrestarono i due albanesi fuggiti - residenti a Sassuolo - mentre il ferito entrò in coma e venne ricoverato all'ospedale di Baggiovara. Dopo due anni di silenzio nel letto d'ospedale, però, il 28enne morì. 

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Il custode, difeso dall'avvocato Giorgio Pighi, fu portato a processo dal Pm Claudia Natalini con l'accusa di omicidio colposo, accusa cambiata rispetto alle lesioni gravissime inizialmente ipotizzate. Oggi il giudice ha però respinto questa accusa ed ha assolto pienamente l'uomo - di origine tunisina - riconoscendo che la sua azione fu dettata da esigenze di legittima difesa.

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