Guardia giurata trovata morta in autostrada, non chiare le cause del decesso

I primi esami medici non hanno chiarito con certezza se la ferita alla testa accusata dal 51enne bolognese sia stata o meno la causa di morte

Ad ormai 36 ore dai drammatici fatti che sono costati la vita dal 51enne bolognese Angelo Giuseppe Scalea restano ancora dubbi irrisolti sulle circostanze della morte, alla luce di una serie di elementi che rendono complesse le indagini della squadra mobile di Modena coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Amara. La scena del crimine posto che di crimine tratti non ha potuto offrire particolarmente rilevanti, costringendo così gli inquirenti una analisi lunga e laboriosa dello scenario.

Stando a quanto si apprende dalla Procura, stesse cause del decesso guardia giurata nell'area di sosta Castelfranco Est non sono del tutto chiare. Il corpo presentava una ferita alla testa: la TAC eseguita in prima battuta dalla Medicina Legale non ha evidenziato fratture alle ossa craniche. Difficile quindi capire se si sia trattato di un colpo inferto da un oggetto, quindi volontariamente da qualcuno, oppure se la ferita sia conseguenza di una possibile caduta, accidentale o dovuta ad un malore.

Tuttavia, analizzando il contesto, risulta difficile credere che nessuno fosse presente al momento del decesso, che si ritiene essere avvenuto pochi minuti prima del ritrovamento del corpo da parte di un camionista in transito. Anche la posizione nella quale era disteso il cadavere del parcheggio esclude il fatto possa essere rimasto terra non visto per lungo tempo, dal momento che il corpo ostruiva parzialmente il passaggio fra le due file di camion in sosta per il riposo notturno.

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In sostanza, dunque, compito degli investigatori della modenese è quello di identificare la (o le) persone presenti nel parcheggio alla mezzanotte di giovedì, cosa che sarà possibile solo attraverso una  lunga analisi dei filmati delle videocamere poste lungo il percorso dell'Autosole.

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