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Chiusura uffici postali: ecatombe per la provincia di Modena

La nostra provincia risulta fra le più colpite a livello nazionale dalla riorganizzazione decretata dalle Poste Italiane: a rischio saracinesca abbassata 31 uffici di piccole frazioni e centri abitati

Redazione 11 luglio 2012
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Qualora dovesse essere attuato nella sua totalità, questo piano di riorganizzazione degli uffici postali sul suolo modenese potrebbe tradursi concretamente in gravi disagi per gli abitanti delle frazioni e dei piccoli centri abitati che costellano la nostra provincia. Questa è la conclusione a cui si approda in seguito alla lettura della "black list" redatta dalle Poste Italiane sul piano di riorganizzazione che le Poste hanno già recapitato all'Agcom allegando la lista delle strutture "anti-economiche": se in tutta la penisola sono 1156 sportelli da chiudere e 638 da razionalizzare riducendo l'orario e i giorni d'apertura, nella provincia di Modena sono 31 quelli a rischio chiusura, 3 quelli per cui è prevista la "chiusura amministrativa", ovvero una conversione in sportelli multiservizi (ufficio postale, anagrafe, ufficio comunale, ecc.).

UFFICI A RISCHIO - Ma quali sono gli uffici che potrebbero cadere sotto la scure dell'"efficientamento" deciso dalle Poste? Fra sportelli della Bassa Modenese colpiti dal terremoto e altri ubicati nelle frazioni appenniniche, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Nelle zone interessate dal sisma, sono finite nel mirino dei tagli Gavello di Mirandola, Motta sulla Secchia (Cavezzo), Quarantoli (Mirandola), San Martino Spino (Mirandola), San Biagio in Padule (San Felice), Sant'Antonio in Mercadello (Novi), Cortile di Carpi e Stuffione di Ravarino. Se la Bassa piange, l'Appennino non ride. In pericolo gli sportelli di Benedello (Pavullo), Dogana Nuova (Fiumalbo), Acquaria (Montecreto), Boccassuolo (Palagano), Ciano nel Frignano (Zocca), Fontanaluccia (Frassinoro), Montecenere (Lama), Montegibbio (Sassuolo), Riccò nel Frignano (Serramazzoni), Rocchetta Sandri (Sestola), Samone (Guiglia), San Giacomo Maggiore (Montese), Sant'Andrea Pelago (Pievepelago), Savoniero (Palagano), Trentino nel Frignano (Fanano), Varana (Serramazzoni), Vitriola (Montefiorino).

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CHIUSURA AMMINISTRATIVA - La rinconversione prospettata dalle Poste Italiane potrebbe riguardare tre sportelli, di cui uno ubicato in città: si tratta di Modena Est. Trasformazione possibile anche per Pompeano di Serramazzoni e Vallalta di Concordia sulla Secchia.
 

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2 Commenti

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  • Avatar anonimo di Antonio

    Antonio Gli uffici postali sono una razza in via di estinzione, con questo non ho detto che sia un bene e che non ci saranno disagi anche importanti, ma ho evidenziato un dato di fatto. La PEC o chi per lei prima o poi ucciderà la raccomandata, i bollettini sono già pagabili via Web e il loro destino è inesorabilmente segnato, le pensioni saranno tutte accreditate e così via. Qui probabilmente hanno sparato una chiusura di un tot di uffici che poi con la solita manfrina si andrà a trattare e sarà un'agonia più lenta. Non sono per la chiusura di questi uffici, non fraintendetemi, ma è un destino, così come tante cose negli ultimi anni, i fotografi di cui nessuno ha mai parlato, ma sono stati abbattuti col digitale, i primi sono stati i negozi di alimentari, siamo passati per i benzinai insomma alla fine rimarranno solo degli uffici Panda, molto radi. Un bene ? Un male ? Non lo so, non ne ho idea, ma la strada intrapresa è quella.

    il 12 luglio del 2012
  • Avatar di salviamo

    salviamo Caro Massimo Sarmi, il tuo progetto è follia pura: Entro il 2012 è stata prevista la chiusura di 1.152 uffici postali. NOn solo, altri 634 saranno razionalizzati, ovvero aperti solo in determinati giorni ( pochi). Una stima provvisoria parla di un recupero per le casse delle Poste di circa venti milioni di euro. Poste che hanno chiuso il bilancio con un utile netto di 846 milioni di euro. L'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, ha subito evidenziato la necessità che ogni chiusura o razionalizzazione avvenga "in collaborazione con gli enti interessati", e non unilateralmente. I sindacati del settore Slp-Cisl e Slc-Cgil, intanto, promettono battaglia, anche perché sul tavolo della trattativa ci si sono anche 1763 esuberi nel settore "Recapito". Si grida all'allarme per i disagi che si andrebbero a creare sopratutto alle persone anziane, che sono costrette, per la pensione, a doversi recare alle poste una volta al mese. Firmate per impedire un enorme disservizio agli anziani, ai disabili agli abitanti di paesini di montagna, dislocati ed in cui le poste rappresentano un vero luogo di riferimento: http://www.petizionionline.it/petizione/poste-1-152-uffici-chiusi-servizi-zero-piu-code-garantite/7537

    il 12 luglio del 2012