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La città di Modena? Caporetto della mobilità sostenibile

Nel 2011 ci sono stati 6 morti e 400 feriti tra ciclisti e pedoni. Il Movimento 5 Stelle: "A questo si aggiungono soldi mal spesi in piste ciclabili fittizie o a monconi e le multe per i ciclisti contromano"

Redazione 30 marzo 2012

"Essere pedoni o ciclisti nella terra dei motori è come partire per la guerra". Lo sostiene il Movimento 5 Stelle di Modena riportando i dati del distaccamento locale Fiab (Federazione Italiana amici della Bicicletta) evidenziando i pericoli corsi dall'utenza debole della strada: nel 2011, nel Comune di Modena, il bilancio è stato quanto mai tragico con 6 morti e 400 feriti tra ciclisti e pedoni, numeri che a livello nazionale pongono il capoluogo geminiano secondo solo a Lecce per la mobilità "insostenibile". "A questo - proseguono i grillini - si aggiunge la beffa di tanti proclami e soldi mal spesi in opere tanto faraoniche quanto inutili, piste ciclabili fittizie o a monconi, e infine specialità tutta modenese: le multe per i ciclisti contromano. Difficile a questo punto comprendere anche certe scelte del comune come quella di aumentare il numero di chiavi a disposizione per il servizio C’Entro in Bici: si tratta forse di istigazione al suicidio vista la pericolosità delle strade?".

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PROPOSTE - Al di là della provocazione del "monumento a pedoni e ciclisti invalidi, mutilati e caduti sulla strada" ("un buon modo per far ricordare alle amministrazioni del poco glorioso bilancio di guerra che si registra ogni anno sulle strade"), il Movimento 5 Stelle propone l'allestimento di "corsie e semafori preferenziali per ciclisti e pedoni, scambi intermodali tra bici e mezzi pubblici, centri storici chiusi al traffico, e addirittura consegna delle merci con mezzi a pedali. In attesa di tutto questo - concludono i grillini - limitiamoci almeno a commemorare dignitosamente le vittime".

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