Redenzione CPL, azione legale contro ex amministratori e sindaci

L'Assemblea della coop compie un altro passo verso una nuova verginità: "Ci dissociamo dalla vecchia gestione". Pronta azione civile contro i dirigenti accusati di corruzione e rapporti con la camorra

Cpl Concordia formalizza l'azione di responsabilità contro i propri vecchi amministratori. Si tratta dell'ennesimo provvedimento adottato per cercare di rientrare nella white list prefettizia. Alla luce della bufera giudiziaria partita dalla metanizzazione di Ischia che tiene banco da mesi, la coop modenese aveva annunciato più volte di potersi muovere in questo senso (l'ex presidente Roberto Casari ha guidato Cpl per 39 anni di fila) ed ora arriva l'ufficialità.

L'annuncio è stato dato all'assemblea generale di Cpl oggi in presenza di oltre 560 soci lavoratori e sovventori radunati a Concordia, o collegati in videoconferenza dalle sedi esterne. Nel suo intervento il nuovo presidente Mauro Gori ha ricordato la decisione del Consiglio di amministrazione di convocare l'assemblea dei soci per deliberare in merito all'azione di responsabilità verso gli amministratori (ex art. 2393). "Una decisione che i soci sono chiamati ad assumere nel percorso di discontinuità che i Consigli di amministrazione del 2015 hanno portato avanti con determinazione e coerenza nella direzione di un completo rinnovamento organizzativo dell'azienda e dell'intero gruppo", ha aggiunto Gori.

Da parte sua il presidente dell'organismo di vigilanza Vito Zincani, procuratore capo a Modena fino a qualche mese fa, ha esposto l'attività di esame della documentazione che ha portato ad individuare alcuni casi specifici da segnalare al Cda. L'assemblea dei soci ha ascoltato quindi l'esposizione del legale incaricato dal Cda di valutare se sussistessero gli estremi per un'azione di responsabilità. Cosi', i soci hanno approvato "a larga maggioranza" l'avvio di un'azione civile nei confronti dei precedenti amministratori e sindaci.

"L'azione di rivalsa non è solo giusta e doverosa, è anche necessaria", ha detto ancora Gori, aggiungendo: "I protocolli tra Anac e ministero dell'Interno individuano nell'azione di responsabilità avversa gli amministratori il principale atto di dissociazione".

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