Curiosità Modenesi | Perché il fiume Secchia si chiama così?

Perché il fiume Secchia si chiama così? Un viaggio tra le lingue celtica e latina

foto di Visit Sassuolo

Il Secchia e il Panaro sono i due confini naturali a ovest e ad est di Modena. Il Secchia separa i territori modenesi da quelli reggiani ed è stato teatro di diverse guerre tra queste due città. Nasce in Alpe di Succiso, nell'appenino reggiano a 2017 metri di altezza e giunge fino in Lombardia sfociando nel fiume Po. Il suo ruolo strategico fu compreso sin dai tempi antichi tanto che il suo nome deriverebbe persino dalla lingua celtica, ovvero da un periodo anteriore all'epoca romana. 

In una mappa dell'Italia Gallica del 1590 di Ortelius, il collega di Mercatone, è raffigurata la pianura padana e con lei il fiume Secchia che è citato come Gabellus. Da questa parola è possibile iniziare una ricerca per comprendere l'origine della parola Secchia. Perché aveva questo nome? La parola Gabellus è stato utilizzato anche in un testo del romano Plinio, tuttavia il suffisso -ello farebbe pensare ad un nome di origine ligure. 

Tuttavia lo studioso F. Violi fu il primo a considerare che vi fosse davvero un rapporto tra la parola Secchia e Gabellus. Infatti la parola Gabellus sigifica "torrentello di montagna" secondo C. Marcato. Per Violi vi sarebbe una traduzione celtica della parola Gabellus, ovvero Secula. Questo sarebbe concorde con quella che era la descrizione di Plinio III che perlava di un fiume che tagliava il territorio. Infatti la parola Secula vuol proprio dire "tagliare" e c'è poca distanza tra Secula e Secchia. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Rapina all'Eurospin, all'ospedale un dipendente colpito con un fucile

  • Frontale fra auto e camion, 26enne muore sulla Panaria Bassa

  • Assalto armato al portavalori, guardie rapinate all'uscita del Grandemilia

  • Acqua "del rubinetto" e tumori alla vescica, uno studio fa luce sulle correlazioni

  • Gli insulti in dialetto modenese più famosi

  • Raro tumore ad una mano, trentenne salvato dalla cooperazione medica tra Modena e Bologna

Torna su
ModenaToday è in caricamento