Raid contro il parroco-cacciatore, chiesa e paese tappezzati di manifesti

Nella notte gli attivisti del gruppo Centopercentoanimalisti hanno affisso manifesti adesivi a Torre Maina, come gesto di accusa nei confronti di don Pierino Saccella, noto per la sua attività di cacciatore e per qualche sconfinamento nel bracconaggio

Nella notte appena trascorsa la frazione di Torre Maina di Maranello è diventata teatro di un blitz animalista, condotto dall'associazione Centopercentoanimalisti. Nel mirino è finito questa volta il parroco del paese, don Pierino Sacella. Il prelato - parroco dal 2008 e prima cappellano militare - è infatti noto per l'attività venatoria e per possedere un gran numero di fucili: l'hobby del sacerdote è tra l'altro sconfinato anche in attività non prettamente legali, quali il bracconaggio, come era emerso durante un processo, quello dell'omicidio Gatti, nel quale don Saccella aveva testimoniato.

La chiesa e gli arredi urbani della frazione, ma anche muri e cassonetti, sono stati tappezzati di manifesti adesivi, nei quali gli animalisti "invitano" il sacerdote a "confessare i suoi peccati", utilizzando per la sua attività di caccia un paragone roboante: "E' come se il diavolo celebrasse la messa".

"E’ noto quel che pensiamo della caccia: un’attività crudele, dannosa, distruttiva che può venir apprezzata solo da sadici psicopatici, persone con grossi problemi. Infatti nessuna persona normale può godere uccidendo e creando dolore. I cacciatori lo fanno per divertimento, e se ne vantano pure – attaccano gli animalisti - Pierino Sacella lo definisce un “hobby”, e si inventa anche giustificazioni teologiche a buon mercato. Secondo lui il 5° comandamento non comprende gli Animali, che lui divide in varie categorie, solo secondo l’uso che gli umani possono farne:Animali da lavoro, da compagnia, da mangiare, da ammazzare per gioco".

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