Condizioni igieniche disastrose nell'alloggio, revocata l'ospitalità ai profughi

A Serramazzoni Ausl e Carabinieri hanno dovuto chiedere l'evacuazione dell'abitazione in cui erano ospitati gli stranieri dell'operazione Mare Nostrum. Nonostante i richiami della coop Caleidos che li ha in carico, gli stranieri vivevano in condizioni inaccettabili e con ospiti esterni

Lo scorso sabato, a Serramazzoni, i profughi richiedenti asilo che erano ospitati in un'abitazione del paese sono stati sgomberati. Si tratta di cinque cittadini del Gambia, alloggiati in via Divisione Tridentina dove la coopertaiva sociale Caleidos – che ha in appalto la gestione dei rifugiati – li aveva sistemati ormai un anno fa, lasciando poi loro una sostanziale autonomia nelal gestione degli spazi e della vita quotidiana.

Ma la situazione è decisamente sfuggita di mano agli operatori della coop, nonostante i richiami e le visite frequenti. L'alloggio è piombato in condizioni igienico-sanitarie improponibili, con sporcizia ed escrementi abbandonati senza alcuna remora. La casa è stata oggetto di un sopralluogo congiunto dei Carabinieri e del servizio Igiene dell'Ausl di Modena, i quali non hanno potuto fare altro che richiedere lo sgombero, successivamente approvato dall'Amministrazione Comunale di Serramazzoni.

Oltre a queste carenze, gli uomini dell'Arma hanno appurato che nell'appartamento non vivevano soltanto i sei stranieri censiti, ma anche due “ospiti” inattesi  , vale a dire altri due africani che si erano aggiunti su invito dei rifugiati, peggiorando ulteriormente le condizioni di abitabilità. Questo fatto rappresenta anche una violazione dell'accordo stipulato fra gli ospiti e la coop, secondo il quale gli spazi non potevano essere ceduti a terze persone. Proprio per questo Caleidos ha chiesto provvedimenti alla Prefettura di Modena, affinchè gli stranieri vengano allontanati dal territorio.

La Prefettura si è riunita per discutere di quanto accaduto e ha disposto la revoca delle misure di accoglienza e di ospitalità nei confronti dei cinque profughi di Serramazzoni, che, come previsto dalle normative, dovranno lasciare il programma specifico che gli ha permesso di essere assistiti dal loro arrivo. Gli africani in questioni sono tuttavia in regola con il permesso di soggiorno e potranno quindi restare in Italia, ma dovranno farlo con mezzi propri, in attesa di capire se potranno essere ospiti di altre strutture in altre province.

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