Si riaccende la protesta dei richiedenti asilo, nuova manifestazione lungo i viali

Dopo un mese gli stranieri in attesa dello status di rifugati sono tornati in strada a protestare contro le lentezze della burocrazia italiana. Sfilata e presidio davanti alla Prefettura tra slogan e blocchi del traffico

Chiedono "documenti e dignità" e lo fanno con una nuova manifestazione di piazza. I richiedenti asilo di Modena e delle province vicine sono tornati a manifestare per i propri diritti oggi in centro storico, bloccando viale delle Rimemebranze con un presidio, come accaduto il mese scorso. Un corteo di un centinaio di stranieri e di esponenti dei centri sociali si è mosso intorno alle ore 9 arrivando fin sotto alla sede della Prefettura, sotto la scorta attenta dei reparti in tenuta antisommossa.

"Durante gli incontri con la Prefettura e la Questura, sono state fatte delle promesse, ma non sono state rispettate del tutto – spiegano quello che si è autonominato Collettivo richiedenti asilo di Modena e provincia - Abbiamo finalmente ottenuto il diritto di prenotare l'appuntamento per rinnovare il nostro permesso di soggiorno temporaneo. Tuttavia, gli appuntamenti sono molto lontani, fino a più di sei mesi da oggi: noi non vogliamo piu restare senza documenti, la Questura deve trovare una soluzione"

Secondo i migranti, la Prefettura avrebbe promesso che tutte le persone richiedenti asilo avrebbero avuto la carta d'identità, ma "nessuno tra di noi ha visto cambiare la situazione – spiegano – Noi sentiamo sempre parlare di integrazione, facciamo persino dei lavori gratis ma non ci danno neppure questo documento, é scandaloso".

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Incomincia poi a farsi sentire il problema del respingimento delle domande di asilo, che i dati nazionali mostrano particolarmente elevato (intorno all'80%) e che apre questioni molto serie sulla presenza di quelli che diventno a tutti gli effetti clandestini. "I nostri compagni hanno avuto delle risposte negative, e noi soffriamo per questo sistema che produce delle persone illegali – si legge nelle rivendicazioni del Collettivo – Noi vogliamo dei tempi più corti per la Commissione, ma soprattutto reclamiamo il diritto di vivere, di restare o partire se vogliamo. Questo non é possibile senza i documenti. Rendere una persona clandestina conviene solo ai padroni, e a noi ci rovina la vita, a volte ci uccide persino. O il governo fa le regolarizzazioni, oppure le Commissioni d'asilo devono dare il permesso di soggiorno umanitario per tutti e tutte: non ci sono altre soluzioni".

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