Processo Cpl Concordia, chiamati a testimoniare anche D'Alema e Tremonti

In aula arriva un elenco di duecento nomi stilato dai legali della difesa, tra cui anche i noti politici, già citati durante le indagini. La strategia dei legali scatena l'ira del PM: "Che presa in giro. Allora perchè non Renzi che compare in una telefonata?"

Tornano a circolare nomi eccellenti attorno alle vicende giudiziarie centrate su Cpl Concordia. All'udienza del giudizio immediato in corso su Cpl in Tribunale a Modena, è stata oggi la difesa dell'ex consulente della coop modenese Francesco Simone a produrre e sottoporre ai giudici una corposa lista di testimoni, sostenendo l'estraneità di Simone all'associazione a delinquere contestata dalla Procura. Dei 200 nomi presenti complessivamente, la difesa ne ha poi individuati 30, considerati "irrinunciabili". 

È tra questi che risultano e spiccano i nomi dell'ex premier Massimo D'Alema e dell'ex ministro Giulio Tremonti. Entrambi già l'anno scorso erano finiti sui giornali nell'ambito della vicenda Cpl: D'Alema, in particolare, per la questione delle quasi 2.000 bottiglie di vino della sua cantina acquistate dalla coop, come spiegò l'ex presidente Cpl Roberto Casari al gip di Napoli; Tremonti per la sua presunta "vicinanza" allo stesso Simone, almeno secondo i racconti di quest'ultimo agli inquirenti. Ma pure i libri dello stesso D'Alema e dello stesso Tremonti, spiegava Casari al gip di Napoli nel 2015, erano stati acquistati da Cpl. L'ex presidente del Consiglio, successivamente, smentì sdegnato e chiarì di non avere da spiegare alcunchè, nemmeno sui discussi contributi Cpl alla Fondazione Italianieuropei. Ebbene, se il Tribunale di Modena dovesse esprimersi favorevolmente sulla lista della difesa Simone, aspetto in realtà tutt'altro che scontato, a Modena ci sarà dunque una 'sfilatà. 

Ma risultano altre sorprese, nell'elenco dei 200 testi: ad esempio, spunta una non meglio precisata "Virginia della Fondazione" (Italianieuropei), così come l'ex procuratore capo di Modena Vito Zincani, oggi presidente dell'organismo di vigilanza interna della 'nuovà Cpl.

Tuttavia, il pm Pasquale Mazzei in udienza bolla tutto come una presa in giro: "Prendiamo atto di questa modalità schizofrenica di procedere, ci si avvicina alla categoria dell'abuso del diritto di difesa. Non possiamo- sbotta il pm in aula di fronte al giudice Barbara Malvasi- farci prendere in giro. Ma chi è questa 'Virginia della Fondazionè, si abbia almeno il buon gusto di indicarla per nome e cognome: è evidente che si tratta di una signora che lavora per la Fondazione dell'onorevole Massimo D'Alema... così è una mancanza di rispetto verso tutte le persone che stanno in quest'aula". Rincara Mazzei: c'è pure il "dottor Zincani, su quel che fece un giorno la Polizia giudiziaria... Ci manca solo la professoressa di liceo di Simone. Cosa interessa a noi dei rapporti tra Simone e l'onorevole Tremonti?". Se quindi sono compresi i nomi di D'Alema e Tremonti, continua deciso il pm nel suo intervento, "non possiamo perdere tempo così. E allora perchè non Renzi, visto che compare pure lui in una telefonata" col comandante Gdf Michele Adinolfi. La strategia difensiva su Simone, in sostanza, mira a considerarlo solo un consulente esterno, distaccato sia da Massimo Ferrandino, altro imputato, sia dalla stessa Cpl.

Il Tribunale scioglierà la sua riserva all'udienza già fissata a Modena per il prossimo 2 novembre. Al giudizio immediato concesso dal gip, avviato a novembre, si contestano reati che vanno dall'associazione a delinquere alla corruzione, dalle false fatturazioni alle dichiarazioni infedeli mirate a costituire fondi neri. All'udienza di una settimana fa è stata ammessa la costituzione di parte civile di Cpl contro Casari e Simone.

(DIRE)

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