Vende meloni davanti alla moschea di Modena: sanzoni per 1300 euro

Blitz della Polizia locale, il secondo in un mese, dopo che la comunità islamica ha segnalato l’irregolare attività che si svolgeva nell’area al venerdì

Da un po’ di tempo al venerdì e sempre allo stesso orario, circa dalle 12 alle 14, la zona antistante alla Moschea di via delle Suore, a Modena, diventava singolare punto di ritrovo per furgoni e merci trasformandosi in una sorta di mercato ortofrutticolo. A segnalare alla Polizia locale di Modena l’anomalia sono stati gli stessi più assidui frequentatori della Moschea, a cui evidentemente quel mercato davanti al luogo di culto, proprio mentre vi si svolgeva la preghiera, pareva illegittimo, oltre che inopportuno.

Nella mattinata di venerdì 26 luglio gli operatori del Quartiere 2 della Municipale, insieme a quelli del Nucleo del Commercio, hanno pertanto fatto un blitz nell’area dove erano soliti stazionare diversi furgoni intenti a vendere al pubblico prodotti ortofrutticoli ed alimentari.

È stato così sorpreso a vendere angurie e meloni un venditore italiano, proveniente da Napoli. L'uomo è titolare di autorizzazione per il commercio in forma itinerante, ma è stato sanzionato perché, oltre a non avere con sé il titolo abilitativo, stava effettuando l'attività di vendita fuori dalle aree previste e secondo modalità  irregolari, tanto che sull’attività saranno fatti ulteriori accertamenti. Sequestrati una trentina di casse di meloni e parecchi grossi cocomeri di cui non è stato in grado di riferire la provenienza.

Al conducente del furgone dove si trovava la merce in vendita, un uomo residente a Finale Emilia, è stata contestata inoltre un’infrazione al Codice della Strada. Il furgone è stato anche sottoposto a fermo amministrativo per tre mesi, poiché ne veniva fatto un uso diverso rispetto a quello indicato sulla carta di circolazione. Complessivamente sono state contestate infrazioni per un importo di circa 1300 euro.

Già a fine giugno la Municipale aveva fatto un’analoga operazione, sempre su segnalazione della stessa comunità islamica, arrivando a sequestrare un’ingente quantità di latte acido, cocomeri, pesche, mele e spezie a due venditori abusivi di origini marocchine.

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