L'aceto balsamico parla inglese, Associated British Foods compra Acetum

Il gruppo britannico ha acquisito l'importante realtà modenese che commercializza alcuni dei marchi più rilevanti del settore del balsamico Igp. Preoccupazione di Coldiretti per la futura qualità e tipicità reale del prodotto

Parlerà d'ora in poi con accento britannico una fetta importante del mondo dell'aceto balsamico Igp di Modena. Associated British Foods, gruppo internazionale quotato al London Stock Exchange, ha raggiunto un accordo per l'acquisizione di Acetum spa, il principale produttore italiano dell'aceto modenese Igp fondata da Cesare Mazzetti e Marco Bombarda, e le reazioni fioccano già. Per Acetum, realtà attiva in provincia di Modena con vendite (nel 2016) pari a 103 milioni di euro in oltre 60 Paesi, Mazzetti rimarrà presidente e Bombarda continuerà ad operare come direttore business (i marchi di Acetum includono Mazzetti, il marchio leader in Germania e Australia, cosi' come Acetum e Fini). 

Per George Weston, chief executive di Associated British Foods, si tratta di "un'occasione meravigliosa per diventare i custodi di un prodotto italiano con cosi' grande reputazione: abbiamo piani di crescita ambiziosi in tutto il mondo". E Mazzetti aggiunge: "Questa operazione conferma che le aziende dotate di Igp esercitano grande attrattività nei confronti dei gruppi internazionali. Abf ha una grande reputazione per la capacità di sviluppare imprese familiari e non vedo l'ora di lavorare insieme con loro in futuro".

Ebbene, non tutti si dicono tranquilli, a partire dalle associazioni degli agricoltori e dalla sinistra. "Ci auguriamo che il cambiamento di proprietà da mani italiane a mani estere non significhi lo spostamento delle fonti di approvvigionamento della materia prima a danno dei coltivatori dell'Emilia-Romagna che offrono il prodotto agricolo di più alto standard qualitativo", è l'auspicio del presidente di Coldiretti Emilia-Romagna, Mauro Tonello. Per il quale, dunque, "l'utilizzo di prodotto agricolo estero rischia di aumentare con l'acquisizione da parte di società straniere di marchi alimentari italiani di primaria importanza". 

In particolare, dato che il disciplinare voluto dall'Unione europea per l'aceto balsamico Igp ammette l'uso di mosti provenienti da tutto il mondo, nel caso di Acetum "preoccupa anche il fatto che la società acquirente è di un Paese che con la Brexit si è posto al di fuori dell'Unione Europea, dove sono riconosciute le norme sulla denominazione d'origine", spiega Coldiretti regionale. 

Da parte sua Sinistra italiana, col parlamentare Giovanni Paglia e la coordinatrice provinciale Alessandra Di Bartolomeo, si rammarica per la cessione ai britannici: "è purtroppo questa la triste realtà di un Paese che ha ormai ceduto all'estero i tre quarti dei suoi marchi alimentari. Questo significa, come denuncia la Coldiretti, utilizzare sempre più spesso materie prime non italiane e delocalizzare gli stabilimenti. Ne sanno qualcosa agricoltori e lavoratori". Concludono Paglia e Di Bartolomeo: "La retorica è quella della qualità nostrana, ma la sostanza è che il nostro capitalismo è in grado solo di vendere e svendere, anche quando si tratta di un patrimonio che appartiene a tutti, come la cultura alimentare".

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