Coldiretti: stop al falso pecorino di stato, Simest cede quote Lactitalia

Grazie alla mobilitazione di Coldiretti, Simest ha deciso la cessione delle quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania i formaggi pecorino e caciotta che fanno concorrenza alle produzioni del vero Made in Italy.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

È un grande risultato della nostra mobilitazione l'annuncio della cessione da parte della finanziaria del Ministero dello Sviluppo economico, Simest, delle quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania i formaggi pecorino e caciotta che fanno concorrenza alle produzioni del vero Made in Italy. "Sono le parole del Presidente di Coldiretti Modena, Maurizio Gianaroli, nel ricordare che si è conclusa positivamente la battaglia della Coldiretti a tutela dell'agroalimentare italiano e che ha visto ieri a Roma, in piazza Montecitorio, anche una massiccia presenza di agricoltori modenesi.

"Ringraziamo la Provincia, la Camera di Commercio, le numerose amministrazioni comunali, Federconsumatori e i consorzi di tutela che ci hanno sostenuto - continua Gianaroli - e che hanno adottato delibere con le quali si denunciava che le operazioni di sostegno dell'Italian sounding, da parte della Simest, determinano danni gravi in quanto bloccano ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della "saturazione"del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo ai consumatori di effettuare una corretta comparazione sulla base della diversa qualità e convenienza con prodotti autentici del Made in Italy".

Lactitalia attraverso un comunicato emesso al termine della manifestazione della Coldiretti ha annunciato che, ''Simest ha portato a conclusione la procedura di partecipazione alla societa', dalla quale e' uscita con la cessione delle quote'' dando ''piena adesione al rafforzamento del contrasto all'italian sounding e alla diffusione del made in Italy, cosi come indicato da una recente direttiva del Ministero dello sviluppo economico''. ''Simest ha prontamente recepito la direttiva in materia agroalimentare emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico, che prevede la revoca di partecipazioni deliberate, qualora le imprese pongano in essere pratiche commerciali in grado di indurre in errore i consumatori, anche nei mercati esteri, circa l'origine italiana dei prodotti commercializzati, sia attraverso elementi specifici dei prodotti stessi che del relativo packaging''.

"Una vicenda incredibile si è chiusa positivamente ma ci chiediamo - sottolinea il Presidente di Coldiretti Modena - in quali altre occasioni ci sia stata una cattiva utilizzazione delle risorse pubbliche come questa senza che nessuno se ne occupasse o intervenisse." Per questo ora l'impegno del Governo e del Parlamento - sostiene Coldiretti - deve essere rivolto a vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all'estero che imitano il vero Made in Italy. Occorre avere la forza di distinguere la vera internazionalizzazione da quelle forme di delocalizzazione aggravate dall'uso improprio del "marchio Italia" che danneggiano il Paese facendo perdere occupazione e svilendo il valore del Made in Italy, costruito con sacrifici da generazioni di imprenditori.

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