Albi Marvel nelle fumetterie, il sindacato degli edicolanti contro Panini

L'annuncio della nuova strategia editoriale del gruppo modenese fa infuriare il sindacato di categoria Sinagi (Cgil), che accusa Panini di "mancanza di senso industriale ed etico"

Nei giorni scorsi il Direttore Editoriale di Panini Comics, Marco M. Lupoi, ha annunciato la nuova strategia che l'editore modenese ha studiato per quanto riguarda la distribuzione degli albi a fumetti della serie Marvel, che rappresentano sicuramente un pezzo forte del mercato Panini in Italia e non solo. "Abbiamo deciso di accompagnare il lancio della Marvel “rinnovata” rivedendo drasticamente alcuni aspetti del nostro metodo di lavoro. In primis, abbiamo sentito il bisogno di ripensare il numero delle testate regolari, riducendone leggermente il numero, ma soprattutto modificandone la struttura"

Fra i dettagli più legati al mondo degli appassionati dei fumetti della casa americana - come il cambio dei formati, la frequenza delle uscite e la scelta dei titoli legati alla "continuity", ma anche il ritocco al rialzo dei prezzi di copertina - vi è anche un aspetto più generale che ha suscitato polemiche: "Davanti al progressivo declino della distribuzione in edicola (un canale in cui il numero dei punti vendita cala di mese in mese), per gli albi regolari faremo affidamento sempre più sul canale delle fumetterie. Per la prima volta faremo alcune collane regolari spillate solo per quel circuito, e lanceremo iniziative promozionali dedicate, spiega Lupoi.

Un messaggio che non è ovviamente suggito agli edicolanti, comprensibilmente preoccupati per la scelta dell'azienda modenese, che suona come un'ulteriore penalizzazione per un'attività che l'era digitale e le liberalizzazioni del mercato hanno pian piano eroso nelle sue fondamenta.

Una lettera aperta a Panini Comics è stata inviata nei giorni scorsi dal Sinagi, in sindacato di categoria afferente alla Cgil: "La prima immagine che ci è balenata per la mente è quella dei topi che scappano da una nave che affonda. Ma una più attenta riflessione ha cancellato quella prima immagine. Le edicole non sono una nave che affonda ma una struttura economica solida e con un futuro, per quanto in crisi come tutto il sistema editoriale. Una struttura economica che, sin dal lontano aprile 1970 e passando dal rilancio del 1994, ha contribuito non poco a far crescere la vostra azienda fino a farla diventare il grande gruppo che è oggi. Sempre una più attenta riflessione ci porta anche all'amara considerazione di come questo grande gruppo (Panini, ndr) sia del tutto privo di quel senso industriale ed etico che ha contraddistinto gli imprenditori del passato, quelli veri".

Dure le parole del Segretario Generale Sinagi, Giuseppe Marchica: "Per quello che ci riguarda, schifati da un atteggiamento come quello che avete assunto, inviteremo, sin da subito, tutti gli edicolanti a favorire le vostre scelte consigliando ai clienti che richiederanno i vostri prodotti di rivolgersi presso una delle sempre più numerose fumetterie. Ci auguriamo solo che qualcuno, tra quelli di voi che assumono decisioni quali quelle annunciate, abbia ancora un pizzico di grano salis e umiltà e possa rivedere la scelta fatta chiedendo scusa a tutti gli edicolanti italiani, oltre a ringraziarli per quello che hanno fatto in tutti questi anni, anche se, personalmente, non credo abbiate il coraggio e la forza morale di farlo".

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