Riapre il Castello di Spezzano ogni sabato e domenica

Il Castello di Spezzano riapre regolarmente al pubblico, ogni sabato e domenica con la possibilità di visitare le diverse sezioni del Museo della Ceramica, e riscoprire la storia cinquecentesca del magnifico edificio

Da sabato 30 marzo 2019, il Castello di Spezzano riapre regolarmente al pubblico, ogni sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19 fino alla fine di ottobre e dalle ore 15 alle ore 18 nel mese di novembre. Aperture straordinarie sono previste nei giorni di Pasqua e Pasquetta, Ferragosto. L’ingresso è libero, con visite guidate su prenotazione a cura di Archeosistemi; l’ultima domenica di ogni mese è prevista una visita guidata gratuita senza prenotazione, con ritrovo alle ore 17 (in novembre, ore 16) nella corte.

E possibile visitare le diverse sezioni del Museo della Ceramica: la sezione storica che illustra la millenaria produzione ceramica del territorio; dal Neolitico della ‘Cultura di Fiorano’ all'età contemporanea, l’evoluzione dei processi attraverso le forme, i modi del decorare, le tecniche del produrre. La Sala contemporanea presenta la nascita e lo sviluppo dell’industrializzazione e i primi passi della meccanizzazione; dai laterizi alle le prime piastrelle pressate a secco. La sezione attuale, su espositori come nastri di trasporto, racconta il prodotto seriale ‘piastrella’, dalle mattonelle della Fabbrica Carlo Rubbiani di Sassuolo fino alle piastrelle del Duemila. La raccolta contemporanea espone la collezione di opere d’arte ceramica, ceramiche d’architettura, oggetti di design, artigianato, ceramiche con un alto indice di innovazione tecnologica e funzionale e un nucleo di opere di designer italiani e stranieri dedicate a Enzo Ferrari.

L’innovativa sezione Manodopera si sviluppa in 300 mq di allestimento multimediale dedicato agli uomini e alle donne che hanno fatto la ceramica nel distretto. Un percorso esperienziale per ascoltare le voci di chi ha popolato le fabbriche, un viaggio nel tempo, dall'800 ad oggi, tra i macchinari e i loro addetti con una guida virtuale: tavoli del tempo e piastrelle parlanti, proiezioni immersive e testimonianze dei lavoratori da ascoltare attraverso la kinect. Una sala è dedicata a Seccoumidofuoco, raccolta fotografica con 18 opere dell’artista Paola De Pietri. Il Museo della Ceramica, che ha ricevuto il riconoscimento di ‘Museo di qualità’ della Regione Emilia-Romagna, comprende una raccolta di targhe ceramiche devozionali dedicate a Sant'Antonio Abate, il ‘santo delle stalle’, il laboratorio della  ceramica particolarmente indicato per attività didattiche.

Il Castello di Spezzano, di origine medievale, fu trasformato dalla famiglia dei Pio di Savoia dal 1529 in palazzo nobiliare. Il nucleo centrale consiste nella corte porticata rinascimentale e nell'ambiente di rappresentanza, la famosa Sala delle Vedute, con un imponente ciclo di affreschi, affrescati intorno al 1596 da Cesare Baglione, per  illustrare i luoghi salienti del proprio dominio: una sequenza di ben 56 vedute che arriva a proporre gli angoli più minuti del suo feudo, composto dai possedimenti modenesi e da quelli in Sabina, ricevuti, nel 1595, come debito dotale della moglie Clelia Farnese, sposata a Palazzo Farnese a Caprarola.

Lo scalone principale del Castello di Spezzano si apre sul piano nobile nell’ampia ‘Galleria delle Battaglie’, le cui pareti sono decorate con affreschi narranti importanti battaglie del Cinquecento che coinvolsero Alfonso I d'Este, il ‘duca artigliere’ e i condottieri della famiglia Pio. Una parte degli affreschi è ormai perduta, ma restano interessanti particolari da ammirare e che attirano l'attenzione degli studiosi. Il piano nobile ospita il cinquecentesco appartamento Pio di Savoia, dove, sulle architravi delle porte originarie, si possono ancora leggere le iscrizioni a caratteri dorati che ricordano Marco Pio.

La torre pentagonale posta nell’angolo sud/est, entro la cinta muraria, conserva nei piani bassi le suggestive prigioni, che conservano un antico giaciglio con assito in legno e centinaia di curiose iscrizioni lasciate dai prigionieri. Dal ‘600 sulla sommità della torre si trovava la “colombara”. Nel secondo e terzo piano ospita oggi l’acetaia comunale, costituita da tre batterie di aceto balsamico tradizionale e completa di pannelli didattici e di arredo originale.  Nel parco storico del Castello è prevalente la sistemazione di tipo paesaggistico risalente alla metà-fine del 1800.

Il paro che circonda il Castello si presenta con le caratteristiche tipiche del bosco di pianura: querce, aceri, carpini, tassi e cedri sono distribuiti sull'area del parco attraversati da viali e vialetti orlati da motivi a siepi di bosso. L'area verde comprende alla base del parco una zona attrezzata per picnic. Un sentiero pedonale-ciclabile, che parte nelle immediate vicinanze del castello, in parte attraversa il parco e conduce con la viabilità secondaria al borgo di Fogliano (Maranello). Tale sentiero mette inoltre in collegamento la zona del castello con la Riserva Naturale delle Salse di Nirano e i castelli di Nirano e Montegibbio (circuito pedo-ciclabile).

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