Nuovo edificio per ampliare Villa Igea, approvato il progetto edilizio per i poliambulatori

Il Consiglio comunale ha approvato il permesso di costruire in deroga che prevede anche la ristrutturazione di ‘Villa Pace’ nel complesso di via Stradella

A Villa Igea, in via Stradella 73 a Modena, verrà realizzata una nuova costruzione e sarà ristrutturata l’adiacente Villa Pace, con la creazione di un collegamento diretto tra i due complessi, per creare nuovi spazi da destinare ad attività poliambulatoriale per l’attività chirurgica, a funzioni fisioterapiche e di riabilitazione, e a funzioni di degenza.

Il Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 3 maggio, ha infatti dato il via libera all’unanimità al permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici illustrato dall’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli.

“L’intervento – ha spiegato l’assessora – configura un interesse pubblico. È necessario per poter rispondere al crescente trend dell’attività e conseguente adeguamento della struttura alle norme in materia di sicurezza e igienico sanitarie vigenti. La proposta progettuale infatti consente di migliorare la risposta sanitaria di Villa Igea, con conseguente aumento delle prestazioni e dei servizi sanitari offerti mediante la realizzazione di nuovi ambulatori, un aumento degli spazi disponibili per le attese, nuovi depositi a supporto dell’attività sanitaria e un nuovo reparto di degenza”.

Vandelli ha precisato che “la deroga riguarda esclusivamente la distanza dai confini di proprietà (diverso posizionamento su area di sedime) e di comparto della nuova costruzione e le altezze (diversa volumetria) rispetto al planivolumetrico approvato con il Piano. ‘Villa Pace’ – ha aggiunto – è un edificio non vincolato che con questo intervento viene valorizzato con un recupero e un ampliamento dello stesso. Il collegamento a ponte tra questo e il nuovo edificio, che avrà una superficie utile di 2386 metri quadrati, sarà caratterizzato da grandi trasparenze”.

L’ospedale privato Villa Igea spa ebbe origine nel 1937 e fu fondato per la cura delle malattie nervose. L’attività fu insediata in edifici esistenti ubicati in via Stradella mediante l’attuazione di un intervento di trasformazione edilizia sull’attuale ‘Villa centrale’ e sul fabbricato rurale, oggi destinato ad ‘Accettazione’. Successivamente la struttura è stata integrata con la costruzione dell’oratorio e la costruzione di ‘Villa Pace’. Il successivo sviluppo della struttura ha comportato l’edificazione di altri fabbricati denominati ‘Villa dei Tigli’, ‘Villa Sole’, ‘Villa Verde’ e il complesso del ‘Day Hospital’ contestualmente alla realizzazione di opere di urbanizzazione interne all’area privata. Il Piano Particolareggiato di iniziativa pubblica denominato Casa di cura Villa Igea fu approvato dal Consiglio comunale nel 2000 e la convenzione per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primarie e secondarie fu siglata nel 2002. Oggi tutte le opere risultano realizzate e regolarmente acquisite a patrimonio comunale o assoggettate a servitù di uso pubblico.

Sul tema è intervenuto Luca Fantoni del M5s che ha annunciato voto a favore “perché si vanno a migliorare le strutture sanitarie a favore de cittadini e perché l'edificio interessato dagli interventi non presenta vincoli”.

Per Vincenzo Walter Stella di Art.1 – Mdp – Per me Modena si tratta di un “intervento assolutamente compatibile: le proposte fatte in delibera sono migliorative e rientrano negli standard e nella superficie utile complessiva entro cui la proprietà ha possibilità di intervenire. Si tratta inoltre di un servizio utile per la collettività, con un potenziamento e una ristrutturazione dell'esistente”.

Carmelo De Lillo del Pd ha parlato di “centro di eccellenza che va a migliorare la propria capacità di servizio senza andare a ledere i diritti di privati cittadini per la riduzione della distanza dal confine. È la giusta conclusione di un'ottima decisione”.

Anche Adolfo Morandi di FI ha espresso il favore “per una iniziativa di questo tipo: è un’iniziativa privata che consente un ampliamento delle possibilità di lavoro, da un lato, e di aumentare l’offerta di servizi ai cittadini, dall’altro. Se c'è ampliamento è perché c'è esigenza sociale da parte dei cittadini”.

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