Castelfrigo, la Cgil incontra Confindustria. Ma la Cisl chiede di abbassare i toni

I rappresentanti della Cgil incontrano quelli di Confindustria mentre i lavoratori della Castelfrigo manifestano in via Bellinzona. Ma la Cisl chiede di stemperare la tensione: "No a radicalizzare scontro, in ballo sopravvivenza azienda"

Si è svolto stamattina il presidio dei lavoratori degli appalti di Castelfrigo davanti alla sede di Confindustria Modena, promosso dalla Flai/Cgil e Filt/Cgil. L’iniziativa di oggi prosegue la mobilitazione che si sta svolgendo ormai dal 13 ottobre contro la procedura di licenziamento collettivo per 75 soci-lavoratori, pois estesa a tutti i 127 soci-lavortaori in forza alle operative appaltatrici in Castelfrigo, Work Service e Ilia D.A.

Una delegazione di sindacalisti e lavoratori è stata accolta dai rappresentanti di Confindustria, che associa infatti un gran numero di aziende alimentari del distretto modenese, che appaltano lavorazioni dirette a società cooperative esterne con lo scopo principale di abbattere il costo del lavoro favorendo in questo modo situazioni diffuse al limite dello sfruttamento. Durante l’incontro sono state esposte le ragioni della mobilitazione dei lavoratori, ed è stato ribadito che i sindacati Flai e Filt Cgil insieme ai lavoratori hanno preso posizione chiara e netta contro le irregolarità e illegalità degli appalti in Castelfrigo come in altre realtà agroindustriali. E’ stato chiesto a Confindustria di prendere una posizione altrettanto chiara per salvaguardare la legalità e quindi l’eccellenza delle produzioni alimentari del nostro distretto. 

“Anche Confindustria ha dichiarato che la legalità è una condizione fondamentale del buon esercizio dell’attività imprenditoriale e dello sviluppo del territorio – riferiscono Marco Bottura (Flai/Cgil) e Adriano Montorsi (Filt/Cgil) - Verificheremo perciò la coerenza di tali dichiarazioni sia in merito alla vertenza Castelfrigo, sia sui tavoli di trattativa aperti a livello provinciale e regionale sulla situazione del comparto della lavorazione carni”.

La grande mobilitazione della Cgil - che si unisce a quella iniziata anni fa dagli autonomi di SI Cobas - trova però qualche voce fuori dal coro anche in ambiente sindacale. E' quella della Cisl, che spiega: "L’azienda ha la grande responsabilità di aver scelto, come altre, di appaltare, ma non può diventare il capro espiatorio delle inaccettabili condizioni in cui si trovano troppi lavoratori occupati nel settore delle carni – dichiara il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi – Non condividiamo la radicalizzazione dello scontro, che non giova a nessuno, men che meno ai lavoratori. Se la situazione della Castelfrigo non torna rapidamente alla normalità, l’azienda chiude, con il risultato che restano a casa 250 persone tra dipendenti diretti e quelli delle cooperative".

"Siamo convinti che la vertenza si possa ricomporre – interviene infine Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale – A patto, però, che si lascino da parte gli ideologismi e si affrontino i problemi concreti di azienda e lavoratori. A tal fine è necessario che anche le istituzioni ai vari livelli e le parti datoriali esercitino un ruolo più incisivo. Lo abbiamo detto ieri anche al sindaco di Castelnuovo Rangone, al quale abbiamo ribadito che è necessario fornire alle organizzazioni sindacali strumenti adeguati che – conclude la segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale - rendano efficace il nostro ruolo di tutela dei lavoratori e della dignità del lavoro".

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