Dell’Orco (M5S) a Muzzarelli: “Fai la tua parte sul lavoro festivo”

"Le liberalizzazioni ci hanno reso più poveri e città più insicure e deserte", il deputato pentastellato richiama il sindaco sulle aperture dei centri commerciali e dei negozi per le festività

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

"Le liberalizzazioni del commercio ci hanno reso più poveri. L'effetto sugli incassi è stato praticamente nullo, si sono spalmati gli stessi introiti su 7 giorni. Con l'eliminazione degli orari di chiusura degli esercizi commerciali ad opera di Monti e del Pd, si sono infatti messe in competizione piccole botteghe e grandi centri commerciali, scatenando una concorrenza al ribasso che ha ottenuto come unico risultato lo sfaldamento del nucleo familiare del negoziante e dei dipendenti".

Lo dichiara Luigi Di Maio, il vice presidente M5S della Camera che da anni si batte su questo tema insieme al Movimento 5 Stelle e sostiene la proposta di legge a prima firma Dell'Orco, già approvata alla Camera ma ora purtroppo ferma al Senato. Michele Dell'Orco, deputato emiliano M5S spiega: "Come accade ormai ogni festività anche questa Pasqua le serrande dei negozi sono rimaste alzate e si è tornati a parlare orari di lavoro dei dipendenti dei centri commerciali. E' giusto però ricordare che, se i primi a soffrirne sono i dipendenti, anche i piccoli negozianti delle città italiane insieme ai loro dipendenti ormai sono costretti ad inseguire questo ritmo forsennato dettato dai megastore. Siamo di fronte innanzitutto ad un problema di concorrenza, materia di competenza statale". "Le liberalizzazioni sfrenate -chiarisce il pentastellato- hanno fallito, dovevano essere il volano dell'economia, ci stanno rendendo addirittura più poveri e stanno chiudendo tutti i piccoli negozi nei centri cittadini, lasciando le città deserte e quindi più insicure. Alla finanza che investe nei megastore tutto questo non importa ma, a breve, anche questo tipo di investimenti non sarà più redditizio: non solo infatti finirà la crescita sulle spalle dei piccoli esercizi ma il mercato sarà sempre più eroso dall'e-commerce che renderà questi megacentri commerciali sempre più inutili e i loro dipendenti indirizzati verso altre mansioni, tra cui la consegna a domicilio. Allora anche i megastore saranno cattedrali nel deserto e diventeranno un ulteriore problema di ordine pubblico per le città, aggiungendo abbandono, degrado e insicurezza. Sono questi i grandi processi che una buona politica può e deve prevedere e governare".

"Ricominciamo a mettere al centro delle politiche pubbliche la persona e a favorire misure che ridistribuiscano le risorse invece di concentrarle nelle mani di poche holding immobiliari o finanziarie, tra l'altro per lo più estere o magari con sedi nei paradisi fiscali. Un primo passo -sostiene il portavoce M5S -sarebbe senza dubbio l'approvazione in Senato della legge a mia prima firma che il PD sta contribuendo a tenere ferma nei cassetti non mettendola all'ordine del giorno e ritardando l'espressione dei pareri". Dell'Orco sostiene infine la richiesta di Confcommercio e Confesercenti che chiedono al sindaco di Modena Muzzarelli di intervenire: "Sono convinto che il problema debba essere risolto innanzitutto a livello nazionale tuttavia anche i sindaci possono fare la loro parte con l'aiuto delle associazioni di categoria. In base all'art. 50, comma 7, del d.lgs. 267/2000 il sindaco può infatti esercitare un potere di ordinanza anche sugli orari di apertura dei negozi in caso di accertata lesione di interessi pubblici tassativamente individuati come la sicurezza, libertà, dignità umana, utilità sociale, salute. Tale potere è stato ribadito e rafforzato anche con il decreto sicurezza urbana, legandolo in particolare alla quiete pubblica e al decoro urbano. Chiedo pertanto a Muzzarelli di fare la sua parte sul lavoro festivo e di mettere in campo delle azioni per garantire a Modena una migliore vivibilità delle città e una migliore qualità di vita delle famiglie".

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