Mini-Daspo di 48 ore, ecco come cambia il regolamento per la sicurezza urbana

Entrano nel Regolamento di Polizia urbana le sanzioni previste dalla nuova legge, con l’indicazione delle aree in cui applicarle. Ok del Consiglio comunale

Ci sono comportamenti che, pur non essendo reati, fanno sì che venga limitata la libera accessibilità e fruizione di spazi pubblici da parte di cittadini e turisti: dai bivacchi a varie attività di disturbo, fino, per esempio, a forme di accattonaggio o a situazioni legate alla prostituzione che possono turbare le persone o la circolazione stradale. Il Regolamento di Polizia urbana del Comune di Modena già prevede una serie di divieti che ora in diverse aree della città diventano più stringenti e con sanzioni più alte (saranno tra i 100 e i 300 euro, invece degli attuali 25-100 euro), compresa anche la possibilità di utilizzare lo strumento dell’allontanamento per 48 ore, il cosiddetto “mini-daspo”, grazie all’applicazione delle norme previste dalla legge 48 del 2017 sulla tutela della sicurezza urbana.

Il Consiglio comunale, infatti, giovedì 20 luglio ha approvato alcune modifiche al Regolamento di Polizia urbana proprio per recepire le indicazioni della nuova normativa che ha tra gli obiettivi quello di promuovere “il rispetto e la tutela della legalità, anche mediante mirate iniziative di dissuasione di ogni forma di condotta illecita” oltre alla prevenzione dei fenomeni che “comunque comportino turbativa del libero utilizzo degli spazi pubblici”.

Il provvedimento, illustrato dall’assessore alla Promozione della cultura della legalità Andrea Bosi, è stato approvato con il voto di Pd, Art.1-Mdp, Idea-PeL (astenuti M5s, Per me Modena e Forza Italia) insieme a un ordine del giorno proposto da tutti i gruppi consiliari e approvato all’unanimità che impegna la giunta ad aprire un percorso di confronto con il Consiglio per valutare “eventuali modifiche e integrazioni” ad articoli del Regolamento, comunque diversi da quelli oggetto della delibera.

I DIVIETI - Le nuove sanzioni introdotte con la normativa sulla tutela della sicurezza urbana non si applicano per tutti gli atti vietati dal Regolamento di Polizia urbana ma solo per quelli richiamati esplicitamente dall’articolo 5 che parte dall’obiettivo di garantire accessibilità e libera fruibilità degli spazi pubblici. I riferimenti sono numerosi e richiamano diversi altri articoli dello stesso Regolamento: l’8, il 46, il 50 bis e il 201. In sintesi, dall’articolo 8, sono vietate diverse azioni: giochi che creano disturbo, l’utilizzo improprio di vasche e fontane pubbliche, i bivacchi, la soddisfazione di bisogni corporali in aree pubbliche, le azioni di turbativa delle attività delle strutture pubbliche, l’abbandono di materiali, il consumo di bevande alcoliche fuori dalle aree consentite, attività contrarie alla pulizia dei luoghi aperti al pubblico pubblici o che possano ostacolarne la libera fruizione. L’articolo 24 è relativo al divieto di utilizzare strumenti musicali o fare attività rumorose tra le 24 e le 7 (salvo apposita deroga), mentre l’articolo 46 è quello che vieta di “raccogliere questue ed elemosine per qualsiasi motivo causando disturbo ai passanti”. L’articolo 50 bis riguarda la prostituzione su strada e la turbativa della circolazione stradale. Nell’articolo 201, relativo alle aree adibite a parchi pubblici, si richiamano alcuni comportamenti come gli schiamazzi e il disturbo della quiete dopo le 24, la soddisfazione di necessità fisiologiche al di fuori servivi igienici, l’accampamento o l’utilizzo delle panchine come giaciglio, il danneggiamento delle strutture esistenti nelle aree verdi, laghetti compresi.

SANZIONI - “Nell'applicazione della legge – ha spiegato l’assessore Bosi – abbiamo cercato di circoscrivere chiaramente le fattispecie di comportamenti sanzionabili, per evitare di ricondurre ogni gesto di libertà e ogni situazione sociale sotto la cappa dell'ordine pubblico. La verifica di tutto il regolamento a settembre servirà per approfondire ancor meglio questo tema”. Con le novità approvate dal Consiglio comunale, ora il Regolamento di Polizia urbana elenca puntualmente all’articolo 5 bis tutte le aree individuate dove la sanzione per le violazioni a un serie di articoli del Regolamento va dai 100 ai 300 euro e nelle quali il sindaco può applicare l’allontanamento per 48 ore dal luogo in cui è stato commesso il fatto. Un provvedimento che giornalisticamente è stato chiamato “mini-daspo” in quanto si ispira alle misure già previste per allontanare i tifosi violenti dalle manifestazioni sportive. Qualora il soggetto contravvenga alla disposizione, cioè entro le 48 ore torni sul luogo, la sanzione raddoppia e parte la segnalazione al questore (eventualmente anche ai servizi socio-sanitari). A quel punto, il questore, qualora valuti che dalla condotta tenuta possa derivare pericolo per la sicurezza, può disporre, con provvedimento motivato e per un periodo non superiore a sei mesi, il divieto di accesso a una o più delle aree in questione. Se poi il soggetto ha precedenti per reati contro la persona o il patrimonio, il divieto può arrivare ai due anni.

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