Gigetto, tra rumore e insicurezza cresce la protesta dei residenti di Modena

Non si placa il malcontento dei cittadini, da via Pergolesi al quartiere Buon Pastore, dove il transito del treno continua a sollevare proteste, sia in termini di inquinamento acustico, sia di sicurezza. E riparte una raccolta firme

Non passa settimana senza che la linea ferroviaria Modena-Sassuolo faccia la propria incursione sulle pagine dell'informazione locale. E solitamente non si tratta affatto di buone notizie. Anche in questi ultimi giorni si è riaccesa la polemica sul malandato Gigetto, il cui progetto di rilancio paventato dalla Regione e dal gestore Tper sembra molto lontano dal trovare una concreta realizzazione. L'assenza di convogli dignitosi, i disservizi, l'affluenza di passeggeri non certo elevata e gli occasionali incidenti alla circolazione continuano a far discutere e a dividere i cittadini tra chi invoca un radicale ammodernamento della tratta e chi invece ne vorrebbe la soppressione, specialmente entro il perimetro della città.

A turbare i residenti di Modena sono da molti anni i disagi legati al traffico e ancor di più quelli connessi al rumore causato dal treno durante l'attraversamento di aree densamente abitate. Con l'inaugurazione nel 2004 del tratto di collegamento fra la stazione "Piccola" e quella FS il problema è stato parzialmente risolto con l'interramento, ma lasciando scoperti alcuni tratti, dove sono state istallate barriere antirumore. Ma la soluzione non è stata uniforme.

E' il caso di un breve tratto di via Pergolesi, che affaccia su un parco frequentato dai bambini e dalle famiglie del quartiere adiacente al sottopasso di via Anfossi. Qui il lungo serpentone di barriere si interrompe bruscamente per un centinaio di metri, propio in corrispondenza dell'area verde, protetta solo da una comune rete metallica alta un metro. Il progetto di oltre dieci anni fa ha puntato al risparmio, considerando le case abbastanza lontane dai binari da non richiedere barriere: non la pensano così i residenti, che da anni protestano senza però trovare risposte dal lato dell'Amministrazione.

Se sulla carta i parametri di inquinamento acustico non hanno richiesto l'istallazione delle protezioni – nonostante i residenti continuino ad essere svegliati alle ore 6.05 dal primo convoglio di passaggio – resta in auge il tema della sicurezza: una barriera invalicabile non avrebbe certo fatto male in un'area frequentata da bambini e ragazzi. I graffiti sulle facciate interne delle barriere lo dimostrano e ci si augura costantemente che non si verifichino incidenti che possano far rimpiangere scelte di risparmio economico.

Una situazione analoga, ma che si trascina da diversi decenni, riguarda poi il quartiere Buon Pastore, dove i residenti che convivono da sempre con Gigetto sono tornati alla carica per chiedere l'istallazione di barriere antirumore nel tortuoso percorso che il treno compie tra i palazzi, nel disperato tentativo di abbattere i disagi acustici. Da qualche mese è attiva una petizione (si può firmare presso la Polisportiva San Faustino) che punta a presentare il maggior numero possibile di firme di cittadini all'Amministrazione.

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